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Reni: 1 italiano su 5 non li considera organi vitali

Sanihelp.it – Si celebra in tutto il mondo giovedì 13 marzo il World Kidney Day, l’iniziativa nata con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sulle patologie renali.
Da un recente studio realizzato da TNS Healthcare su un campione rappresentativo della popolazione italiana, è emerso che il 20% degli italiani non sa che i reni sono necessari alla vita. L’80% degli intervistati sa che la principale funzione dei reni è quella di filtrare e depurare il sangue, eppure la quantità di sangue ogni giorno sottoposta a questo costante processo è così grande che in pochi la conoscono (solo l’11%). Invece durante le 24 ore della giornata tutto il nostro sangue (più o meno 5 litri) è depurato per ben 40 volte, per un totale di quasi 200 litri filtrati al giorno.


Questi dati dimostrano quanto sia necessario sensibilizzare gli italiani sull’importanza del conoscere meglio i propri reni. Ciò a maggior ragione perché quando si ammalano spesso non danno alcun segnale. L’insufficienza renale, infatti, principale conseguenza di una sofferenza a carico dei reni, è asintomatica per anni dal suo esordio. Preoccupa perciò che la malattia risulti sconosciuta a metà degli italiani intervistati, i quali ne ignorano persino l’incidenza pensando che a soffrirne sia un italiano su 100 (lo pensa il 44%) o uno su 500 (il 26%) mentre a esserne colpita è una percentuale compresa tra il 6 e l’11% della popolazione.
Mentre, dietro lettura delle possibili cause di insufficienza renale cronica, il 79% degli intervistati cita il diabete e un buon 54% l’ipertensione, quasi il 40% non sa quali strategie di prevenzione attuare per mettersi al riparo da tale deficit renale. Eppure quasi il 77% del campione percepisce come grave o gravissima l’insufficienza renale che, per la quasi totalità degli intervistati, conduce irrimediabilmente alla dialisi.

Se l’insufficienza renale è poco conosciuta ancora meno lo è una delle sue più gravi manifestazioni: l’anemia renale cronica. L’anemia si sviluppa dal III/IV stadio della malattia renale a causa della diminuita produzione di eritropoietina da parte del rene in sofferenza e determina un’insufficiente ossigenazione dei tessuti e degli organi del corpo umano. Tale condizione può diventare molto seria e causare estrema debolezza, facile affaticamento, vertigini, senso di spossatezza, disturbi oculari e dolori muscolari. Grazie ai progressi compiuti dalla medicina oggi l’anemia renale cronica è una malattia sempre più curabile: in aggiunta ai trattamenti oggi a disposizione, infatti, l’EMEA ha recentemente approvato C.E.R.A., primo attivatore continuo dei recettori dell’eritropoietina, la nuova molecola sviluppata da Roche per il trattamento dell’anemia da insufficienza renale, capace di garantire il mantenimento di livelli stabili di emoglobina con una sola somministrazione mensile.

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