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Guida sicura: al via test antidroga

Dopo l'incidente di Anzio

Sanihelp.it – Passano i tempi e cambiano le mode, ma c’è un fenomeno tristemente famoso con il nome di stragi del sabato sera che padroneggia testardo e imperturbabile in ogni periodo dell’anno e, ahinoi, non conosce crisi. Le stragi del sabato sera diventano, all’occorrenza e a ogni cambio di stagione, le stragi dell’esodo o del controesodo estivo, del weekend fuori città o del ponte natalizio. Ogni ricorrenza o occasione di spostamento per la massa si traduce inevitabilmente in un incremento dei rischi e in un picco di scontri, tamponamenti e incidenti stradali.


Non stupisce dunque, in pieno rientro post-vacanze, la straordinaria eco mediatica di questi giorni in tema di stragi d’asfalto e sicurezza stradale. Un bollettino di guerra che purtroppo non impressiona più, se non per un provvedimento shock che vuole arginare i disastri sulle strade e che farà sicuramente parlare.
Dopo l’etilometro, infatti, è arrivata l’era del test anti-droga. A partire dallo scorso weekend ogni guidatore sottoposto ai consueti controlli da parte delle forze dell’ordine potrebbe essere invitato a eseguire, immediatamente sul posto, un esame atto a verificare l’assunzione di sostanze stupefacenti.

L’iniziativa, per ora sperimentale, prevede il dispiegamento, accanto ai posti di blocco della polizia, di unità mobili delle Asl che eseguano test antidroga immediati.
All’origine della decisione del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi, la triste storia della ragazza di Anzio che ha perso la vita travolta dall’auto guidata da un giovane risultato positivo alla cocaina. L’investitore, si scoprirà poi, era stato fermato poche ore prima da una pattuglia dei carabinieri che l’avevano sottoposto, con esito negativo, al test dell’etilometro.

Controllare il tasso alcolico dunque non basta più. Servono ulteriori deterrenti.
Secondo un’indagine dell’Istituto Superiore di Sanità un giovane su 4 ha utilizzato, almeno una volta nella vita, sostanze d’abuso, soprattutto cannabis, seguita da cocaina, ecstasy e LSD, percependo chiaramente il rischio di mettersi alla guida dopo aver assunto tali sostanze: la pensano così il 75% dei ragazzi e l’80% delle ragazze.

L’articolo 187 del Codice della Strada sanziona la guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope. Ma le pene sono state inasprite con il decreto legge inserito nel Pacchetto sicurezza varato dal Governo, comportando anche la revoca della patente, la confisca del veicolo e l’arresto fino a un anno.
Se lo stato di alterazione è provocato da un tasso alcolemico superiore a 1,5 gr/l o per l’uso di sostanze stupefacenti sono in vigore anche specifiche sanzioni per i reati di omicidio colposo (reclusione da 3 a 10 anni), lesioni colpose gravi (è prevista la reclusione da 6 mesi a 2 anni) e lesioni colpose gravissime (reclusione da 1 anno e 6 mesi fino a 4 anni).
Inoltre, torna a essere considerato reato il rifiuto da parte del guidatore di sottoporsi al test di alcol o droga: è prevista una multa che va da 1.500 fino a 6.000 euro e l’arresto da 3 mesi a 1 anno.

Per l’attività di monitoraggio che è partita questa settimana, e che ha dato risultati positivi, è pronto un milione e mezzo di euro, annuncia Giovanardi, che ha aggiunto che entro un paio di mesi partirà un’altra sperimentazione in quattro città (Verona, Perugia, Foggia e Cagliari) per cui chi vorrà la patente dovrà prima sottoporsi al test antidroga. A questi test on the road potrebbero a breve aggiungersi anche controlli ad hoc su chi ricopre una mansione a rischio, come autisti e piloti d’aereo.

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