Sanihelp.it – Sono quasi sette milioni gli italiani che per Natale sceglieranno di trascorre una breve vacanza restando fuori casa fino a tre notti alla scoperta delle bellezze ambientali, culturali ed enogastronomiche del territorio circostante. È quanto emerge dal primo dossier sulle microvacanze a chilometri zero presentato da Coldiretti e SL&A, dal quale si evidenzia che nel Natale 2008 quasi la metà degli italiani in viaggio non rinuncerà alla vacanza lampo con l’affermarsi di nuovo stile low cost, che spinge a ottimizzare il tempo e il denaro disponibili.
A dimostrazione dell’entità del fenomeno si stima che, per il periodo compreso tra il Natale e l’Epifania, negli alberghi nazionali circa ¼ degli ospiti italiani risieda nella stessa regione in cui si trova la struttura, mentre ben 1/3 in regioni limitrofe confinanti (33%) e solo il restante 42 in località più lontane.
Rispetto alle città con appeal turistico e alle località più rinomate, a parità di categoria, il risparmio che si ottiene frequentando i piccoli centri oscilla tra il 28 e il 42%, e cioè si ottiene sempre uno sconto di almeno un terzo, sulla base di elaborazioni SL&A su dati Guida Michelin 2008. Un beneficio che aggiunto al minor costo del trasporto consente di contenere il valore assoluto di spesa in 150/250 euro a persona.
La vacanza breve in un posto vicino conserva peraltro il suo valore di cessare con il quotidiano e rallentare il ritmo, meglio se cambiando mezzo di spostamento rispetto a quello ordinario (in treno, in traghetto, a piedi o in bicicletta, o magari a cavallo!). L’obiettivo è lo stacco, mentre la destinazione è un optional, e si tende a valutare più l’esperienza che l’unicità del luogo. Ma perché si realizzi appieno l’esperienza è necessario un cambiamento sostanziale: in primo luogo cambiare letto, addormentandosi e svegliandosi fuori casa per almeno una notte. E certamente anche cambiare tavola, perché se si mangia sempre la stessa cosa è come se si restasse sempre nello posto.
La possibilità di trascorrere una microvacanza gratificante è favorita in Italia dalle molteplici opportunità dell’offerta turistica territoriale con la più ampia varietà di patrimoni culturali, artistici, ambientali ed enogastronomici. Non mancano in Italia – continua la Coldiretti – i percorsi turistici legati all’enogastronomia con 142 strade dei vini e dei sapori. La regione con il maggiore numero di questi iter è il Veneto (15 percorsi).
E se i 18.000 agriturismi presenti lungo tutta la penisola sono i luoghi ideali dove riposare e riscoprire i sapori delle tradizioni, in Italia sono aperti al pubblico per acquistare prodotti enogastronomici 60.700 frantoi, cantine, malghe e cascine. L’Italia può contare su 772 parchi e aree protette che coprono il 10% del territorio nazionale, su ben 174 denominazioni di origine riconosciute a livello comunitario e 4.396 specialità tradizionali censite dalle regioni, mentre sono 477 i vini a denominazione di origine controllata (Doc), controllata e garantita (Docg) e a indicazione geografica tipica.
La scelta della microvacanza ha anche un valore ambientale perché consente di risparmiare carburante e quindi di ridurre le emissioni di gas a effetto serra nell’atmosfera. Lo dimostra il fatto che per arrivare nelle Maldive (tra le mete preferite) partendo da Roma si percorrono quasi 15.000 chilometri liberando 1,6 tonnellate di CO2 per persona, mentre per recarsi a Parigi da Milano la produzione è di 200 chili di CO2 per un tragitto di 1.300 chilometri.