Sanihelp.it – Le città italiane non sono a misura di donna: lo pensa un’italiana su due secondo il sondaggio realizzato da Astra Ricerche per l’Osservatorio Cera di Cupra 2011.
Oltre la metà delle italiane (54%) lo pensa: il luogo in cui vive non rispecchia sufficientemente le esigenze di gestione e sviluppo del ruolo femminile; sono più critiche le donne del basso centro e quelle del sud, mentre più ottimiste sono le giovani under 40 e le abitanti del Triveneto.
Le italiane chiedono in primis più luoghi di aggregazione dedicati alle donne (25,7%), poi più sicurezza dei luoghi pubblici, più offerta di cultura e luoghi di svago.
Di fatto solo il 4,4% delle italiane chiede di migliorare l’assistenza sanitaria (che in classifica è dopo la richiesta di strutture sportive) intesa come presenza di centri diagnostici e medici specialisti. Solo il 14% inoltre indica come urgenti interventi a favore dell’occupazione rosa, in termini di incentivazione (8,6%) e di tutela (5,8%).
Se la metà delle italiane ritiene che il luogo in cui vive sia in linea con la diffusione delle pari opportunità nazionali, il 28,5% pensa che nella propria città ci sia meno eguaglianza tra sessi che nell’Italia intera. Con picchi di pessimismo registrati tra le abitanti delle città del sud, e tra le napoletane in particolare; mentre migliori pari opportunita rispetto alle italiane in generale dichiarano le abitanti del Triveneto e, per quanto riguarda le singole città , le milanesi e le torinesi.
Nel confronto tra Milano, Torino, Roma e Napoli, a detta delle loro abitanti, la città più women friendly è Torino, con oltre la metà delle torinesi che le dà la patente di città delle donne. Seguono Milano (49,7%) e Roma (46,9%), mentre Napoli è la grande sconfitta, bocciata dalle sue abitanti con solo il 27% di favore sul suo essere una città rosa.