Sanihelp.it – I tic interessano generalmente la parte superiore del corpo. I più frequenti sono facciali (sbattere le palpebre, strizzare o sbarrare gli occhi, aggrottare le sopracciglia, abbassare i lati della bocca, muovere il mento), tic del collo (tentennamenti, torsione, movimenti di negazione, rotazione), delle spalle (sollevamento), delle braccia, delle mani e delle dita, tic respiratori (sbadigliare, storcere o soffiare costantemente il naso, tossicchiare, soffiare), tic fonatori (schioccare la lingua, grugnire, latrare), tic vocali (ecolalia, cioè involontaria ripetizione di parole o parti finali di esse pronunciate da altri e coprolalia, vale a dire linguaggio scurrile, molto frequente soprattutto nella sindrome di Tourette).
I tic possono essere temporanei o cronici (costanti nel tempo), associarsi tra loro o presentarsi isolatamente: solitamente la loro frequenza aumenta in situazioni ansiogene. La loro complessità e l’eventuale associazione a franchi disturbi psicologici, psichiatrici o neurologici ne aggravano il livello, rendendoli maggiormente invalidanti per il soggetto che li presenta e attirando l’attenzione e la curiosità di chi li osserva.
Il tic può associarsi a personalità ansiose o a soggetti con disturbo d’ansia conclamato (come nel caso del disturbo ossessivo – compulsivo), nei disturbi dello spettro autistico e in numerosi casi di psicosi. Il tic può inoltre causare sentimenti di colpa e/o vergogna che l’ambiente di vita del soggetto può incoraggiare o diminuire.
Volontà e distrazione possono temporaneamente ridurre la frequenza con cui i tic si manifestano: la loro repressione spesso causa moderato disagio nei soggetti che ne soffrono, mentre durante il sonno questi movimenti sono completamente assenti.