Sanihelp.it – I test psicologici possono essere distinti in due categorie: i test di personalità e i test di efficienza. I test di personalità hanno come obiettivo l'individuazione delle note caratteriali del soggetto, mentre i test di efficienza puntano a indagare conoscenze e capacità dell'individuo.
I test di efficienza possono essere divisi in: test attitudinali (per misurare specifiche capacità dell'individuo), test di intelligenza (per misurare le capacità intellettive) e test di conoscenza (per valutare il livello di preparazione rispetto a un ambito preciso). I test di efficienza poi possono essere classificati seguendo altri tre criteri: il materiale utilizzato, la natura delle domande e la modalità di somministrazione.
Rispetto al materiale utilizzato, i test possono essere verbali o di abilità. Nel primo caso le risposte alle domande vanno date per iscritto. La facilità di somministrazione e di correzione fa sì che questa modalità sia la più diffusa. Nei test di abilità invece l'individuo è coinvolto nella simulazione di un'attività.
Le domande nei test possono essere:
– aperte: le domande prevedono una risposta libera. Non vi si ricorre spesso a causa del tempo richiesto dalla correzione
– chiuse: il candidato deve scegliere tra risposte predefinite. Si tratta della modalità più utilizzata
– semistrutturate: le domande sono a risposta chiusa, ma al candidato viene chiesto di motivare in uno spazio apposito la scelta fatta.
Rispetto alla modalità di somministrazione, si possono avere test individuali e test collettivi. Nel primo caso, la prova viene somministrata a un soggetto per volta alla sola presenza del selezionatore. Vi si ricorre in genere per i test di personalità. I test collettivi invece prevedono la somministrazione a un gruppo di persone nello stesso momento. Si tratta della modalità selettiva più diffusa.