Sanihelp.it – Negli ultimi anni numerose indagini epidemiologiche hanno mostrato l’evidenza scientifica degli effetti salutistici che l’elevato consumo di alimenti di origine vegetale, una delle principali caratteristiche della dieta mediterranea, risulta associato a una minore incidenza di malattie cardiovascolari e di neoplasie.
Per questo motivo le istituzioni hanno avviato diverse campagne allo scopo di sensibilizzare la popolazione verso un maggior consumo di frutta e verdura, consigliandone l’assunzione di almeno 5 porzioni al giorno.
Tuttavia, i risultati derivanti da studi di intervento condotti sull’uomo sono ancora non sufficienti per dimostrare un rapporto di causa-effetto. Inoltre, le quantità di frutta e verdura, sufficienti per poter apprezzare un effetto preventivo, non sono ancora state definite esattamente.
In quest’ottica l’INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) e la Food and Nutrition Unit dell’IRCCS San Raffaele Pisana di Roma sono impegnati in una ricerca scientifica che ha lo scopo di appurare se il progressivo aumento del consumo di frutta e verdura possa ridurre i fattori di rischio cardiovascolare e potenziare le difese endogene dell’organismo maggiormente in individui esposti a diversi fattori di rischio rispetto a soggetti non caratterizzati da fattori di rischio (normopeso, non fumatori, attività fisica moderata).
A tal fine gli Istituti Scientifici, impegnati nella ricerca, cercano individui adulti di età compresa fra i 30 e i 55 anni, di ambo i sessi, che assumano abitualmente frutta e verdura e che non siano affetti da gravi patologie. Ai partecipanti, suddivisi in gruppi (per esempio fumatori/sovrappeso; non fumatori/normopeso), verrà chiesto, con tempistiche diverse, di seguire la loro dieta abituale incrementando il loro consumo di frutta e verdura quotidiano.