Sanihelp.it – Sono ormai oltre 1,5 miliardi le persone obese o in sovrappeso, a fronte di 868 milioni di persone denutrite. Una proporzione allarmante: per ogni individuo che non ha accesso a cibo sufficiente, ci sono due persone che si alimentano troppo e male.
Alle cattive abitudini alimentari sono associati due decessi su tre nel mondo, che avvengono a causa di malattie cardiovascolari, diabete e tumori: la malnutrizione ha pertanto un ruolo fondamentale, poiché è direttamente o indirettamente responsabile di una serie di patologie che, per la prima volta, hanno causato un numero di decessi superiore a quello legato alla denutrizione.
Il big killer è l’ipertensione, che secondo i dati del Global Burden of Disease dal 1990 al 2010 ha registrato un’allarmante crescita del 27%, portandosi al primo posto tra i fattori di rischio mortalità. Si stima che oggi nel mondo un adulto su tre soffra di pressione alta, alla quale si deve circa la metà dei decessi per ictus e patologie cardiache.
All’ipertensione è dedicata la Giornata Mondiale della Salute, che si è celebrata il 7 aprile: in questa occasione, il Barilla Center for Food & Nutrition ha divulgato sul suo sito internet il primo BCFN Magazine, con l’obiettivo di divulgare a tutta la società civile cultura e consapevolezza sulle sfide globali del cibo, attraverso il contributo dei più
autorevoli esponenti italiani e internazionali del mondo scientifico e delle istituzioni.
È fondamentale iniziare attività di educazione e prevenzione a partire dalla gestazione e dall’infanzia: mancanza di attività fisica, ambiente obesogenico e cattiva alimentazione sono infatti determinanti nel generare l’attuale epidemia di obesità infantile, che solo in Italia riguarda il 31,6% di bambini in età scolare.
Si stima che la spesa sanitaria sostenuta da una persona obesa sia il 20% più alta di quella di un soggetto normopeso. Solo in Italia il costo stimato dell’obesità tra il 2010 e il 2050 raggiunge la cifra record di 347,5 miliardi di euro.
Una risposta efficace per contrastare queste patologie viene dall’alimentazione mediterranea, poiché garantisce protezione contro le più diffuse malattie croniche: meno malattie cardiovascolari (- 10%) e, in particolare, ridotto rischio d’infarto (- 72%) e trombosi, meno casi di diabete e migliore difesa contro il cancro.