Sanihelp.it – Un team internazionale ha scoperto che l’inibizione di alcuni enzimi (istone deacetilasi), mediante speciali molecole, porta a un netto miglioramento delle alterazioni metaboliche tipiche del diabete di tipo 2 e dell’obesità. La ricerca è pubblicata sulla rivista internazionale Diabetes.
Le istone deacetilasi sono enzimi che svolgono un ruolo fondamentale nel controllo dell’informazione genetica e nella regolazione delle funzioni cellulari e del metabolismo. Studi biomolecolari effettuati dal team dell'Università di Milano hanno dimostrato che l’inibizione di questi enzimi (in particolare dell’istone deacetilasi-3) provoca nel muscolo scheletrico e nel tessuto adiposo l’aumento dell’espressione di una proteina buona, nota come PGC-1á.
Questa agisce come interruttore molecolare aumentando l’attività ossidativa dei mitocondri, le centrali energetiche delle cellule. La maggiore attività dei mitocondri consente di bruciare in modo più efficiente i grassi accumulati in questi tessuti e di impedirne l’eccessivo accumulo.
A innescare questo meccanismo sono determinate molecole sintetizzate per la prima volta dai ricercatori della Sapienza di Roma. Il risultato è stata la significativa riduzione del peso corporeo, una diminuzione della steatosi epatica e un miglioramento della capacità di smaltire un carico di glucosio con conseguente miglioramento dello stato diabetico.
Questo lavoro mette in evidenza il ruolo centrale delle istone deacetilasi per la regolazione delle funzioni cellulari del metabolismo alterate nell’obesità e nel diabete di tipo 2. Riuscire a sintetizzare una molecola che agisca in modo selettivo solo su questi specifici enzimi aprirebbe la strada alla messa a punto di nuove terapie.