Sanihelp.it – Complici le temperature più basse di mattino e sera, la neve si trasforma spesso in ghiaccio: un’insidia pericolosa soprattutto per gli anziani, i più esposti al rischio cadute, con conseguenze anche importanti. Prima tra tutte la rottura del femore, che richiede un lungo e faticoso periodo di immobilizzazione e attività di riabilitazione. Spiega il dottor Graziano Onder, del Centro di medicina dell'invecchiamento del Policlinico Gemelli di Roma: «Le conseguenze, causa soprattutto dell'immobilizzazione, possono andare dalle piaghe da decubito a infiammazioni, cistiti, trombosi; per provare in tutti i modi a prevenirle è importante che l'operazione di correzione della frattura avvenga entro 48 ore dal ricovero».
Il dottor Onder consiglia soprattutto agli anziani che camminano faticosamente di farsi accompagnare da qualcuno nel caso in cui vogliano o debbano uscire: «Questo vale per le situazioni meteorologiche difficili, in cui gli anziani, che hanno difficoltà nella deambulazione e una maggiore fragilità ossea perché producono meno vitamina d, rischiano di incorrere in una frattura in seguito a una caduta. È bene ricordare che in linea generale è invece meglio uscire nelle ore più calde della giornata, perché questo aiuta a non isolarsi. L'importante è coprirsi bene e non esporsi troppo al vento e al freddo».