Sanihelp.it – I ricercatori hanno scoperto che le
donne
in
menopausa
trattate con terapia sostitutiva ormonale,
sono molto più soggette
a manifestare la cosiddetta “sindrome dell’
occhio secco
” (un disturbo nel quale è diminuita la produzione di lacrime, che normalmente mantengono lubrificato l’occhio), rispetto alle loro coetanee che non usano ormoni. Questa sindrome è frequente tra le persone che portano lenti a contatto o che si sottopongono alla chirurgia laser per la correzione dei difetti visivi.
Anche uomini di mezza età e donne anziane possono manifestare il disturbo.
In un’intervista, la Dott.ssa Debra A. Schaumberg, autrice principale dello studio, ha dichiarato che sono necessarie ulteriori ricerche per scoprire esattamente come gli estrogeni possono contribuire alla sindrome dell’occhio secco.
Alcune ricerche precedenti, hanno rivelato che gli estrogeni potrebbero inibire la secrezione delle ghiandole sebacee. E’ stato provato che nella ghiandola meibomiana, una ghiandola sebacea che produce lo strato oleoso del film lacrimale, sono presenti recettori di estrogeni.
“E’ quindi possibile che gli estrogeni possano influire direttamente sulla quantità e/o qualità delle secrezioni di questa ghiandola”, spiega la Schaumberg, dell’Ospedale delle Donne e del Brigham Hospital di Boston, Massachussets.
Lo studio, pubblicato nel numero di Novembre del Journal of the American Medical Association, invita ad effettuare nuove ricerche per chiarire l’effetto degli estrogeni sul fluido prodotto dalle ghiandole secretive. Nel frattempo, i dottori che consigliano alle donne la terapia sostitutiva devono essere informati del potenziale legame tra estrogeni e sindrome dell’occhio secco. Circa il 38% delle donne in menopausa utilizza attualmente la terapia sostitutiva ormonale.
Lo studio ha coinvolto più di 25.000 donne in menopausa. I risultati indicani che le donne che hanno assunto terapia con composti a base di estrogeni hanno il 69% di probabilità in più di incappare nella sindrome dell’occhio secco rispetto alle loro coetanee che non hanno mai usato la terapia sostitutiva. Le donne che hanno assunto composti con estrogeni e progesterone o un progestinico, hanno invece solo il 29% di probabilità di manifestare la sindrome. L’ipotesi potrebbe essere che il progesterone/progestinico potrebbe avere un effetto protettivo nei riguardi dell’occhio secco, secondo la Schaumberg.
Lo studio rivela anche che il rischio di sviluppare questa sindrome aumenta del 15% per ogni intervallo di tre anni in cui le donne hanno assunto terapia ormonale sostitutiva.
“Questi dati suggeriscono che le donne che usano una terapia ormonale, specie con estrogeni in monocomposto, sono a rischio elevato di contrarre la sindrome dell’occhio secco”, concludono i ricercatori. “I medici che hanno in cura donne che fanno uso o sono in procinto di iniziare una terapia sostitutiva dovrebbero valutare anche questa potenziale complicazione”.