Sanihelp.it – Tale disturbo è già stato segnalato più volte dai passeggeri che percorrono lunghe tratte in aereo accusando la “sindrome da classe economica ” .
Un gruppo di medici della Nuova Zelanda ha diagnosticato un caso gravissimo di questo tipo di trombosi in un uomo di 32 anni che trascorreva regolarmente anche 12 ore davanti al computer, spesso senza mai alzarsi in piedi per diverse ore.
L’uomo non presentava altri fattori di rischio di tromboembolismo, condizione nella quale i coaguli che si formano negli arti inferiori durante periodi di immobilità, raggiungono i polmoni. Il Dr. Richard Beasley, insieme ai suoi colleghi del Medical Research Institute della Nuova Zelanda, ha denominata questa sindrome “eTrombosi”.
“Considerando il vasto impiego del computer per motivi di lavoro, svago e comunicazione personale, la potenziale incidenza di eTrombosi potrebbe essere considerevole”, scrivono i ricercatori nella rivista di pneumologia European Respiratory Journal.
“Potrebbe verificarsi una situazione analoga al rischio di trombosi derivante dai voli a lunga percorrenza – l’importanza del problema è stata sottovalutata fino a quando sono stati segnalati un numero crescente di casi”, ha affermato il Dr. Beasley.
Il caso in questione, si era presentato con un doloroso rigonfiamento del polpaccio risoltosi nel giro di 10 giorni. Durante le successive quattro settimane, sono comparsi problemi respiratori sempre più evidenti fino alla perdita di coscienza e conseguente ricovero in ospedale.
Dopo un trattamento anticoagulante a base di eparina e warfarin il paziente si era ripreso.
Gli autori dello studio consigliano a tutti i soggetti che stanno al computer per periodi prolungati, di eseguire spesso esercizi di mobilizzazione degli arti inferiori da seduti, e di prendersi alcune pause per fare brevi passeggiate.
Il Dr. John Scurr, un chirurgo vascolare esperto nel trattamento delle trombosi, dello University College and Middlesex Hospitals di Londra, riferisce di avere trattato molti soggetti che presentavano una sintomatologia analoga a quella descritta.
È molto frequente che nelle persone che stanno sedute per diverse ore si formino minuscoli coaguli, che poi scompaiono quando i soggetti cominciano a camminare” ha detto Scurr. “Ma se i soggetti rimangono seduti per periodi di tempo prolungati si può osservare l’aumento delle dimensioni dei coaguli, il rigonfiamento della gamba e piccoli frammenti (del coagulo) possono staccarsi e arrivare al polmone”.
Scurr ha inoltre affermato che per la maggioranza dei soggetti giovani e in buona salute, lo stare seduti alla scrivania non è un fattore sufficiente a provocare un coagulo pericoloso.
“Ma se si aggiungono altri fattori di rischio, come una frattura pregressa di una gamba, o la presenza di altre patologie, allora si può arrivare al punto di sviluppare una grave trombosi.”
FONTE: European Respiratory Journal 2003;