Sanihelp.it – La terapia si basa sull’utilizzo di un principio attivo, contenuto in un farmaco già in commercio (Cialis). Questa molecola ha la capacità riattivare la funzione erettile per un periodo di circa 36 ore. In questo modo viene favorita l’erezione spontanea notturna e mattutina, una vera e propria palestra riabilitativa della funzione erettile.
Ed infatti la sperimentazione è stata chiamata sex-fitness, proprio per il principio di base su cui poggia la sua tesi. Il protocollo della sperimentazione ha coinvolto 9 esperti di centri sparsi in tutta Italia: Edoardo Austoni (ospedale S. Giuseppe di Milano), Domenico Cucinotta (università di Messina), Giulio Del Popolo (Policlinico Careggi di Firenze), Domenico Fedele (università di Padova), Andrea Fabbri (università Tor Vergata di Roma), Vincenzo Mirone (Policlinico universitario Federico II di Napoli), Francesco Montorsi (ospedale San Raffaele di Milano), Giuseppe Rosano (S. Raffaele di Roma) e Giovanni Spera (università La Sapienza di Roma).
L’obiettivo è quello di risolvere stabilmente
l’impotenza nel 40-50% dei pazienti e l’approccio terapeutico, che da sintomatico diventa curativo, potrebbe sicuramente aiutare a sorpassare gli aspetti psicologici che sono stati da sempre una forte barriera alla cura definitiva delle cause fisiologiche.
Va infatti precisato che con il termine impotenza si fa riferimento a diverse sfaccettature di una patologia che si stima coinvolga in Italia circa 3 milioni di uomini, in particolare fra i 50 e i 60 anni.
Il nuovo approccio terapeutico è diretto soprattutto a quei soggetti che, in seguito a lesioni neuoro-sensoriali post-chirurgiche a livello pelvico, dopo importanti patologie cardiache, o per danno al sistema cardiocircolatorio e nervoso periferico, come nel diabete mellito mal compensato, e persone con patologie neurologiche, hanno compromessa la funzione erettile, anche quella spontanea, notturna e mattutina.