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Attacchi di panico in volo, esiste una cura

Sanihelp.it – Non c’è solo la crisi economica a frenare la voglia di viaggi e vacanze: due milioni di italiani, con un rapporto di tre donne per ogni uomo, hanno paura di mettersi in viaggio a causa degli attacchi di panico.


Il disturbo si manifesta più spesso sull’aereo, facilitato dalla forte presenza di anidride carbonica, che si conferma l’imputata principale degli attacchi.

Secondo un sondaggio condotto fra i telespettatori del Tg2, il 46% ha ammesso di avere paura di volare, e ben il 43% rinuncia addirittura al viaggio pur di non salire sull’aereo.

Ma il problema oggi può essere curato. «Esistono», spiega il neurologo Rosario Sorrentino dell’Unità italiana attacchi di panico della Clinica Paideia di Roma, «terapie mirate, soprattutto farmacologiche, ma anche una psicoterapia cognitiva comportamentale, utili sia a chi vive il volo con ansia e forte apprensione sia a chi rifiuta l’aereo in modo ostinato».

La cura agisce sui sensori, gli interruttori del cervello che fanno scattare all’improvviso gli attacchi di panico. I farmaci vanno presi anche al momento dell’arrivo in aeroporto e se necessario durante il viaggio. Dopo la cura farmacologica mirata ci si sottopone alla psicoterapia cognitivo comportamentale. La combinazione delle due metodiche consente al paziente di desensibilizzarsi progressivamente e tornare a fare la vita di tutti i giorni, senza temere le situazioni a rischio.

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