Sanihelp.it – Nonostante la buona volontà, anche l’ultima dieta è stata un fiasco. Tutta colpa della fame, che in ogni momento della giornata ci ricorda il divieto di toccare cibo.
In effetti tenere a bada lo stimolo della fame è il vero segreto per vincere la lotta con la bilancia, soprattutto quando il richiamo tentatore del cibo non arriva dalla pancia (cioè non è fisiologico), ma dalla testa o dal cuore (cioè da un desiderio di compensazione psicologica o emotiva).
Le ultime ricerche lo confermano: l’ipotalamo, cioè il centro regolatore dell’appetito, è influenzato da due tipi di segnali: quelli interni (chimico-metabolici), e quelli esterni, come la vista di un piatto appetitoso o la percezione di un profumo accattivante. Si spiega così perché talvolta, nonostante si abbia già mangiato, non si resiste alla tentazione di farlo ancora.
È quindi fondamentale imparare a decifrare i segnali dell’organismo, evitando di alimentarsi in assenza di un bisogno reale.
«L’errore consiste nel considerare la fame come un disagio», afferma il dottor Antonio Lice, dietologo. «Dovremmo invece imparare a vederla come elemento positivo, in quanto segnale che l’organismo ha consumato l’energia fornita dall’ultimo pasto e ora può accedere alle scorte costituite dal grasso».
Quali sono quindi i consigli dell’esperto? «Innanzitutto è importante distinguere se la fame è dovuta al corpo (fame fisica) o alla mente (fame nervosa), perché le soluzioni sono diverse.
Gli atteggiamenti giusti nei confronti della fame nervosa sono:
- distaccamento: considerare l’istinto a mangiare come un impulso estraneo, che non ci riguarda; lo si avverte ma non gli si dà peso
- razionalità: mettere a confronto le due possibilità e ricordarsi che assecondare l’impulso di mangiare soddisfa al momento, ma farà aumentare di peso
- immaginazione: la fame è come un’onda, che arriva, cresce e diventa insopportabile, poi però si assesta, si placa e scompare: bastano pochi minuti per superare la crisi
- confronto: è l’arma più usata; rispondere alla domanda «Chi è più forte: io o la fame?» aiuta tantissimo
- distrazione: mettere a punto una serie di alternative da attuare in caso di fame; facendo qualcosa che distrae si prova meno fame e, terminata l’attività, probabilmente la fame sarà superata
- memoria: far passare nella mente tutti i discorsi relativi all’andamento del peso e delle diete, tutte le tecniche per superare la fame, tutte le proposte alternative in caso di fame…
Analizziamo ora la fame fisica, che si prova quando il nostro organismo è sottoposto a restrizione calorica.
Di fronte a questo stimolo due sono le possibilità: mangiare e rifornire il corpo dall’esterno, oppure non mangiare e lasciare che il corpo bruci l’energia depositata nel tessuto adiposo.
È evidente che la prima scelta sazierà al momento, mentre la seconda soddisferà nel tempo!».