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Immersioni prolungate: a Ponza si studiano gli effetti sulla pelle

Sanihelp.it – Un equipe dell'Istituto San Gallicano, guidata dal Dott. Giovanni Leone, seguirà e studierà la pelle di due sub che trascorreranno 10 giorni sott'acqua, alla profondità di 6/8 metri presso Cala Feola a Ponza(l’immersione ha avuto inizio ieri). Il gruppo di studio, già in precedenza, ha condotto esperimenti scientifici per studiare la pelle in condizioni estreme: sul monte Kilimanjaro (Himalaya) e nel deserto del Sahara.


«Osserveremo gli effetti sulla cute di una prolungata permanenza in acqua»- spiega il dottor Giovanni Leone, responsabile del servizio di Fototerapia dell'ISG – «e sulla base anche dei dati finora disponibili in letteratura possiamo già ipotizzare una compromissione della funzione “barriera” della cute. Sappiamo che la cute bagnata reagisce in modo maggiore a molti stimoli irritativi tra cui la radiazione ultravioletta.

La cute possiede dei sistemi di protezione in caso di immersione in acqua, molto efficienti in alcuni animali in cui la secrezione abbondante di grassi cutanei impregna anche il pelo, fornendo così una ottima protezione. Anche nell'uomo i meccanismi protettivi sono rappresentati essenzialmente dalla produzione di sostanze lipidiche, tra cui la più importante è il sebo».

La permanenza in acqua dei due atleti acquanauti sarà agevolata da particolari supporti per comunicare, lavorare al monitoraggio dell'ambiente circostante, riposare e fare attività fisica. Avranno a loro disposizione una campana subacquea, un ambiente sottomarino asciutto all'interno del quale assolvere le funzioni fisiologiche di base ed i controlli medici.

Per maggiori informazioni sul mondo della subacquea, vai su www.superscuba.it

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