Sanihelp.it – Nonostante possano fare paura sembra che le radiazioni elettromagnetiche emesse dal monitor non provochino effetti nocivi sulla nostra salute. Nella sua relazione sulle tecno-malattie il professor Paolo Rossi dell’Istituto Neurotraumatologico italiano fa notare che tutti i problemi nascono dalla scarsa preparazione sull’utilizzo sicuro delle postazione con video terminale (VT).
Cerchiamo di entrare più in profondità e vediamo, in base agli studi effettuati negli ultimi decenni quali possono essere gli effetti direttamente legati all’emissione delle radiazioni elettromagnetiche e quelli che dipendono da altri fattori.
Effetti diretti
Le emissioni elettromagnetiche di monitor e computer sono sicuramente superiori al livello di fondo ambientale ma secondo la letteratura scientifica a riguardo sembra che esse siano inferiori alla soglia necessaria per indurre effetti biologici certi.
Per quanto riguarda il sistema riproduttivo, per esempio, dopo oltre vent’anni di studi non ci sono dati significativi (né epidemiologici, né di laboratorio) che dimostrano che i VT sono fattori di rischio per aborto spontaneo o problemi gestazionali. Anche l’associazione tra tumori cerebrali e uso prolungato di monitor non ha trovato riscontri precisi nelle ricerche.
I problemi alla vista, che sembrano quelli più legati all’uso prolungato dei monitor, sembra che derivino da più fattori combinati e la radiazione del VT non è il più importante anche se va precisato che non esistono dati epidemiologici.
Ci possono essere casi di effetti cutanei e in particolare quelli che si possono definire come sindrome da elettro-sensibilità.
Effetti indiretti
È in questo ambito che iniziano i dolori, nel vero senso della parola, perché per esempio la permanenza prolungata in una qualsiasi postazione video terminale associato all’uso di tastiere e mouse può creare disturbi muscoloscheletrici come dolore lombare, dolore cervicale, dolore alle spalle, sindrome del tunnel carpale, tendinite ecc.
Si stima che circa una persona su quattro che lavora con video-terminali soffra di disturbo muscolo-scheletrici. L’effetto patologico è in relazione al sesso (le donne sono più a rischio), alle caratteristiche ergonomiche della stazione VT, alla luminosità e al tipo di richieste sul lavoro (maggiore è lo stress psico-sociale e fisico nell’ambiente di lavoro, maggiore è il rischio di sviluppare questi sintomi). Fare esercizi standardizzati può essere efficace cosi come dei cicli lavoro/riposo nel ridurre questi sintomi e l’affaticamento cognitivo.
Lavorare al computer è il simbolo del lavoro moderno, ed è anche uno dei principali fattori che possono scatenare problemi psicologici di vario tipo come ansia stress e tutto quello che comportano. I motivi: monotonia, isolamento fisico e decisionale, vivere la tecnologia come un nemico solo per fare alcuni esempi.
Chi lavora in una postazione videoterminale spesso lamenta fastidi alla vista, arrossamento, prurito, necessità di sforzare la vista, lacrimazione, visione offuscata. Secondo gli esperti è un problema dell’ambiente di lavoro in generale: ergonomicità, stress luminoso, stress relazionale o la presenza di difetti visivi non corretti.
Per esempio uno studio (Kerr e Tapin 2002) ha mostrato che nei bambini l’utilizzo frequente di VT assieme ad una dieta scorretta, sono risultati fattori di rischio per alterazioni dell’acuità visiva e nell’adulto possono verificarsi disturbi transitori della convergenza e dell’accomodazione.
I disturbi visivi lamentati sembrano quindi causati dall’attenzione prolungata a dettagli visivi con movimenti oculari in un campo visivo ristretto, visione alternata schermo-testo con effetto contrasto complementare, eccesso di riflessione da schermo, condizioni di umidità ambientale.