Sanihelp.it – Conoscono le buone abitudini, ma spesso non riescono a metterle in pratica: questo l’identikit del rapporto della Terza Età con il cibo che emerge dalla ricerca effettuata dall’AIOTE (Associazione Italiana Oncologia Terza Età) su circa mille italiani.
Secondo i risultati dello studio gli anziani sono fautori della dieta mediterranea, si informano attraverso riviste e programmi televisivi su cosa è bene mangiare e cosa è meglio evitare e tengono nella giusta considerazione frutta e verdura. Ma, per quanto buongustai, gli over 65 non hanno problemi di peso: solo una piccola percentuale denuncia qualche chilo di troppo. Il problema semmai è la scarsa propensione a bere acqua (nella terza età cala lo stimolo della sete), che li espone al rischio di squilibri idrici e minerali.
Un quadro positivo, non senza qualche ombra, come le disponibilità economiche, che condizionano le scelte dietetiche di oltre un terzo dei nonni. E la solitudine: dopo i 75 anni un anziano su tre (soprattutto donne) consuma i pasti da solo, con poco riguardo per quello che mangia.
«L’anziano di oggi segue le indicazioni degli esperti e ritiene importante l’alimentazione», afferma Marco Trabucchi, presidente della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria. «Molto però resta ancora da fare per promuovere abitudini e comportamenti che, oltre a garantire il mantenimento di un buono stato di salute, possano favorire la prevenzione di importanti malattie come i tumori».