Sanihelp.it – Un approccio biotech per la diagnosi precoce e la cura del diabete di tipo I e II è stato recentemente reso noto alla comunità scientifica internazionale dalla Johns Hopkins University di Baltimora.
Il team di ricercatori dell’università americana, coordinati da Pere Puigserver, avrebbe codificato il funzionamento di una proteina Gcn5, espressione dell’apparato regolatorio pancreatico, in grado di misurare i bisogni fisiologici dell’organismo e parallelamente di dosare il tasso di zuccheri nel sangue.
«La mancata espressione genica della proteina», afferma il biologo, «innesca una serie di reazioni a catena tali da indurre anche pericolose forme di ipoglicemia, talvolta così acute ed intense da compromettere la funzionalità di organi necessari alla sopravvivenza. La ricostruzione del percorso genetico grazie al quale associazioni di enzimi e proteine primarie regolano gli equilibri energetici nell’organismo – prosegue il ricercatore – sono tali da consentire la messa a punto di innovativi processi di misurazione e compensazione degli aminoacidi risultanti in misura pressoché lineare, ristabilendo così le simmetrie fisiologiche necessarie ad una buona efficienza metabolica».