Sanihelp.it – Se assumiamo farmaci vegetali facciamo attenzione se tra i componenti c’è il Cimicifugae racemosae rhizoma (Black Cohosh, root).
Se così fosse, informiamo il medico perché potrebbe essere dannoso per la salute. L’Agenzia Europea dei Medicinali e il Comitato per i medicinali di origine vegetale sono infatti venuti a conoscenza di alcune segnalazioni di danni epatici in pazienti che usavano Cimicifugae racemosae rhizoma (Black Cohosh, root).
Cimicifugae racemosae rhizoma (Black Cohosh root) è ampiamente usata nell’Unione Europea, a volte in associazione con altre piante, in diversi prodotti, autorizzati e non, contenenti erbe medicinali.
I prodotti autorizzati hanno una ampio range di indicazioni, ma la Cimicifugae racemosae rhizoma (Black Cohosh,root) allo stato attuale è maggiormente usata per il trattamento di sintomi minori del climaterio (peri-postmenopausali) quali vampate, sudorazione, disturbi del sonno e tensione nervosa.
In alcuni Stati Membri, Cimicifugae racemosae rhizoma (Black Cohosh, root) è anche usata in altre indicazioni quali sollievo sintomatico del dolore reumatico, tosse, crampi dello stomaco, dolori periodici, gonfiore, senso di tensione irritabilità.
Secondo l’Emea i pazienti devono interrompere l’assunzione di Cimicifugae racemosae rhizoma (Black Cohosh, root) e consultare immediatamente il proprio medico soprattutto se manifestano segni e sintomi suggestivi di un danno epatico (stanchezza, perdita di appetito, colorazione gialla della cute e degli occhi o dolore alla parte superiore dello stomaco con nausea, vomito ed urine scure).