Sanihelp.it – «Ribadito il ruolo del medico quale unico interprete di un progetto di cura».
Con queste parole, diffuse in un comunicato stampa, Amedeo Bianco, presidente della FNOMCeO – Federazione Nazionale Ordini Medici Chirurghi e Odontoiatri, ha accompagnato l’annuncio della presentazione del nuovo Codice di deontologia medica, avvenuta sabato a Roma.
Settantacinque articoli e una disposizione finale, giunti con straordinario tempismo nel bel mezzo della bufera sull’eutanasia scatenata dal caso Welby.
E proprio su questo argomento, la federazione ha espresso un no deciso all’eutanasia e all’accanimento terapeutico. Il codice, giunto alla quinta edizione dopo l’ultimo aggiornamento del 1998, ribadisce la centralità del malato nel processo clinico e assistenziale, la necessità di prescrizioni farmaceutiche corrette, la prevenzione del rischio clinico e la necessità di combattere gli errori e salvaguardare i pazienti.
Spazio anche alla prevenzione dell’abusivismo, del prestanomismo e di comportamenti poco chiari come il comparaggio e i cosiddetti congressi vacanzieri.