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Influenza 2006-2007: colpiti solo i bambini piccoli

Sanihelp.it – Lo avevamo già detto ai primi di gennaio e adesso possiamo confermarlo con assoluta certezza: nonostante il nuovo ceppo virale in circolazione, l’H3N2 Wisconsis, l’epidemia influenzale 2006-2007 non è esplosa. Meglio per tutti, sia chiaro. Ma cerchiamo di capire perché e, soprattutto, se dobbiamo aspettarci un colpo di coda dell’inverno.


A spiegarcelo è il dottor Fabrizio Pregliasco, del Dipartimento di Sanità Pubblica – Microbiologia – Virologia Università degli Studi di Milano.

«Non è stato quel gran disastro che si poteva immaginare visto il tipo di virus relativamente nuovo. Il motivo è essenzialmente climatico, le temperature miti, e la mancanza di giornate fredde consecutive non hanno permesso ai virus influenzali di diffondersi. Il picco stagionale è stato registrato la settimana scorsa, con 7.6 casi per 1000 abitanti».

La fascia di popolazione più colpita è stata quella dei bambini dai 0 ai 4 anni. «durante la settimana di picco», precisa Pregliasco,«abbiamo registrato 20 casi per 1000 abitanti, il motivo di questa maggiore diffusione è da ricondurre al nuovo ceppo virale».

Dal punto di vista dei sintomi, non ci sono particolarità da segnalare, si tratta di un’influenza classica che però è stata affiancata da diverse forme parainfluenzali e da infezioni gastroenteriche.

L’epidemia si concluderà nelle prossime settimane, resteranno ancora attive queste forme parainflunezali causate dagli sbalzi di temperatura. «Attenzione a non confonderle con le prime forme di pollinosi che, sempre a causa del clima, si mostreranno in anticipo». Avverte il virologo.

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