Sanihelp.it – «L’Agenzia del Farmaco aveva annunciato l’avvio del Registro Nazionale ADHD a fine febbraio: a oggi, nulla sembra muoversi e noi siamo preoccupati», affermano i portavoce delle associazioni AIDAI (Associazione Italiana Disturbi di Attenzione e Iperattività) e AIFA onlus. «Il Registro Nazionale ADHD, unico in Europa, è uno strumento progettato per garantire correttezza e appropriatezza terapeutica, e rappresenta una garanzia di tutela fondamentale da possibili rischi sia di un uso incongruo sia di un eventuale abuso di farmaci per l’ADHD», afferma Dante Besana, neuropsichiatra infantile di Alessandria, membro del comitato tecnico-scientifico dell’Istituto Superiore di Sanità, che ha progettato il Registro.
«L'eventuale scelta farmacologica viene effettuata esclusivamente dal neuropsichiatra infantile, sempre nell'ambito di una terapia multimodale, che vede accanto alla terapia cognitivo-comportamentale, con il bambino, i genitori e gli insegnanti, anche l’utilizzo, dove è il caso, del farmaco».
Il farmaco però è solo uno dei problemi: Gianmarco Marzocchi, presidente dell’AIDAI, sottolinea anche l’estrema limitatezza delle risorse umane e professionali sul territorio – soprattutto psicologi e psicopedagogisti – per la terapia cognitivo comportamentale.
Oggi l’opinione pubblica ha bisogno di una corretta informazione e tale necessità è stata riconosciuta dalla stessa Agenzia del Farmaco, che ha appena annunciato una campagna di comunicazione in questo senso.