Sanihelp.it – Le acque minerali si possono distinguere per la quantità di residuo fisso e per la tipologia di sali in esse contenuti. Sono tutti valori che si possono leggere nelle etichette delle acque minerali che troviamo al supermercato.
Ecco alcuni suggerimenti per scegliere l’acqua giusta.
Per lasciarsi l’inverno alle spalle
In genere, le acque leggere poco mineralizzate, con pH leggermente acido, favoriscono lo smaltimento di scorie metaboliche che si accumulano soprattutto durante il periodo invernale in seguito a un’alimentazione iperproteica e ricca di grassi.
Durante la gravidanza e l’allattamento In gravidanza, si consiglia di assumere 2 litri al giorno di acqua classificata a media mineralizzazione e calcica dato l’intenso utilizzo del calcio durante questo periodo. Un’altra acqua consigliabile, in alternativa a quella calcica, è quella ferruginosa con cui fronteggiare l’aumentato fabbisogno di questo elemento.
Anche durante l’allattamento, periodo che comporta per l’organismo una perdita aggiuntiva di liquidi, si consiglia di utilizzare un’acqua a media mineralizzazione, calcica; per le donne in allattamento sarebbe opportuno l’uso di un’acqua in cui il tenore di nitrati sia inferiore a 10 mg/l.
Per la diluizione del latte in polvere destinato al neonato, la scelta obbligata ricade su acque minimamente mineralizzate per non alterare la formula appositamente bilanciata dell’alimento. Anche qui attenzione alla concentrazione di nitrati che deve essere inferiore a 10 mg/l.
Per lo sportivo
Lo sportivo, al termine dell’attività fisica, trae vantaggio dal consumo di un’acqua mineralizzata contente bicarbonato e con un residuo fisso di circa 1 g/l sia per reintegrare la perdita di liquidi e di sali dovuta alla sudorazione sia per favorire l’eliminazione delle scorie azotate e correggere l’acidosi determinata dalla fatica muscolare.
Per l’anziano
Quando si inizia ad andare un po’ avanti con gli anni dobbiamo sforzarci di bere perché il meccanismo della sete è meno efficace e la disidratazione tissutale tende ad aumentare.
Bisogna alternare acqua oligominerale a basso residuo con acqua minerale con residuo fisso intorno a 500-800 mg/l, prevalentemente calcica, per contrastare la perdita di massa ossea, e assicurare un’adeguata idratazione senza un eccessivo impegno renale. Inoltre, per l’anziano iperteso è consigliabile anche l’utilizzazione di un’acqua a bassa concentrazione di sodio. (inferiore a 20 mg/l).
Per gli ipertesi
Per i soggetti affetti da ipertensione arteriosa è consigliabile, oltre all’acqua a bassa oncentrazione di sodio, l’utilizzo di acque bicarbonato-calciche. Infatti, un recente studio ha dimostrato che nei soggetti di sesso maschile l’incidenza d’ipertensione aumenta di tre volte quando l’assunzione con la dieta di calcio è inferiore ai 500 mg al giorno. È stato accertato, altresì, che un’assunzione costante dei livelli raccomandati di calcio contribuisce a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari.
Per chi soffre di stitichezza
Per i soggetti affetti da stitichezza sono particolarmente indicate le acque minerali fortemente mineralizzate, cloruro-sodiche e ricche di ioni solfato, magnesio e calcio, che grazie alla loro composizione ionica svolgono un’azione chimico-fisica nell’ultima fase del processo digestivo.
Nel caso si desiderasse farne un uso frequente, si consiglia l’uso di acque cloruro-sodiche e calciche con una ridotta concentrazione di tali ioni.