Sanihelp.it – Difficoltà di addormentarsi, brutti sogni (pavor nocturnus), sonniloquio, atti ripetitivi come la jactactio capitis (cioè lo sbattere la testa sul cuscino) o addirittura il sonnambulismo: i disturbi del sonno in età pediatrica non vanno sottovalutati, ma considerati alla stregua di anomalie del comportamento e, se legati a problemi organici, di sintomi a tutti gli effetti.
Per questo motivo negli Stati Uniti si è consolidata la figura dello child sleep consultant, un consulente esperto in problemi del sonno. Questi infatti sono più diffusi di quanto non si creda: a seconda delle casistiche, possono riguardare dal 25 al 40% della popolazione pediatrica, adolescenti inclusi.
Con il supporto del pediatra è fondamentale cercare di identificare una possibile causa e intervenire sui fattori ambientali, comportamentali, relazionali e fisici.
In particolare va ricordato che una detersione sistematica delle fosse nasali è una strategia efficace per agevolare la respirazione notturna dei bambini e, conseguentemente, il sonno. Ottime le formulazioni a base di camomilla (come Libenar Dolce Notte), che svolge proprietà emollienti e previene la secchezza delle mucose nasali all’origine del disturbo notturno.