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Medici italiani ed eutanasia: è il paziente che decide

Sanihelp.it – I medici italiani sono in favore dell’eutanasia? E in quanti casi hanno prescritto un farmaco con l’intenzione precisa di anticipare la fine della vita? Sono alcune delle domande a cui la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO) ha risposto, rendendo noti, durante il convegno Etica di fine vita: percorsi per scelte responsabili che ha avuto luogo in questi giorni a Udine, i risultati di un questionario atto a conoscere le pratiche dei medici quando assistono i pazienti senza speranza di vita.


È significativo che il 64% dei medici ritiene che si debba soddisfare la richiesta di un paziente di non attuare o interrompere i trattamenti di sostegno vitale: ciò significa riconoscere maggiore consapevolezza al cittadino nelle sue scelte di vita. E gli Ordini dei Medici – questo il dato forte che emerge dall’assise – sono attenti nel diffondere questa cultura.

Ma l’indagine dice anche che i medici italiani non praticano l’eutanasia: solo lo 0,7% ha infatti dichiarato di aver eseguito atti e procedure riconducibili a essa. Si mette anche in evidenza che i medici italiani stanno migliorando le pratiche della sedazione del dolore. Ma siamo ancora lontani da standard ottimali, tanto che il 68% ritiene che le cure palliative siano la risposta più efficace alla domanda di morte.

Dal questionario emerge, infine, che deve essere migliorata la formazione dei medici e di tutti gli operatori sanitari nella cura e nell’accompagnamento ai morenti: la comunicazione stenta a mantenersi nelle drammatiche circostanze della gestione di una diagnosi infausta.

Prima di questa indagine – che è stata realizzata da ITAELD – il principale studio europeo, pubblicato perfino su The Lancet nel 2003, riportava solo i risultati di alcune aree italiane del centro-nord.

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FonteFNOMCeO

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