Sanihelp.it – Più di 2 milioni di bambini in Italia soffrono di problemi di vista. Un bambino su 20 in epoca prescolare e uno su 4 durante l’epoca scolastica accusano difficoltà visive.
Per questo gli oculisti lanciano l'allarme, invitando i genitori a porre maggiore attenzione alla salute e alla sicurezza degli occhi dei loro bambini, con reglari check-up agli occhi dei più piccoli, soprattutto nel mese di settembre, quando si rientra a scuola e si ricominciano le varie attività.
«Test visivi andrebbero effettuati in tutti i bambini a partire dall'età di tre anni. Se sussiste una storia familiare di problemi oculari, è opportuno parlarne tempestivamente con il proprio oculista, per sapere quanto spesso il bambino va visitato», spiega Antonio Pascotto, oculista presso la Clinica Mediterranea di Napoli.
Fra le patologie cui un oculista deve porre maggiore attenzione figurano: l'ambliopia, lo strabismo, la ptosi, i deficit della percezione dei colori e i difetti refrattivi (miopia, ipermetropia e astigmatismo).
«Inoltre una visita accurata con esame dell'acutezza visiva è importante perché le variazioni di vista spesso accadono senza che i genitori o i bambini se ne rendano conto. Se il bambino fatica a vedere la lavagna, leggere un libro o partecipare ad attività ricreative, avrà uno svantaggio rispetto ai coetanei. Siccome i problemi di vista possono interferire con le attività scolastiche, è importante distinguere questi problemi dai deficit dell'apprendimento.
Bisogna anche proteggere i bambini dai pericoli dei traumi oculari. Assicuriamoci che i giocattoli con cui giocano i nostri bambini siano appropriati per la loro età e per il loro livello di maturità. Evitiamo giocattoli con spigoli affilati o con parti sporgenti e pungenti. E in caso di sport pericolosi, meglio proteggere gli occhi con occhiali protettivi», aggiunge il dottor Pascotto.
«Un'ultima precisazione: provvedono alla salute degli occhi sia gli oculisti che gli ottici. Ma è solo l'oculista che può affrontare le malattie e i traumi oculari ed è autorizzato a effettuare interventi chirurgici correttivi».