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In Europa sperimentazione animale quasi nulla sui cosmetici

Sanihelp.it – In merito ai dati diffusi in questi giorni dalla Lega Antivivisezione (LAV) sulla sperimentazione animale, Unipro, l’Associazione Italiana delle Imprese Cosmetiche, desidera ricordare come l’industria cosmetica italiana ed europea si impegna da tempo a ridurre ed eliminare i test condotti sugli animali.


A oggi in Europa la percentuale degli animali impiegati per testare ingredienti cosmetici rappresenta solo lo 0,08% del totale degli animali utilizzati per la sperimentazione con finalità scientifiche, come anche riportato nella Relazione sullo sviluppo, la convalida e la legalizzazione di metodi alternativi alla sperimentazione animale nel settore dei cosmetici (2005) della Commissione Europea, pubblicato il 3 maggio scorso.
Inoltre, secondo gli ultimi dati diffusi dal Ministero della Salute risalenti al 2005, in Italia non è stato effettuato alcun esperimento su animali a fini cosmetici.

L’Unione Europea, attraverso la Direttiva 2003/15/CE, ha vietato dall’11 settembre 2004 la realizzazione, sul territorio dell’UE, di sperimentazioni animali relative a prodotti cosmetici finiti, mentre ha stabilito che dall’11 marzo 2009 tale divieto riguarderà anche gli ingredienti che possono essere utilizzati nelle formulazioni di questi prodotti.

L’industria cosmetica italiana è seriamente impegnata a eliminare la sperimentazione animale. Negli ultimi 15 anni ha ribadito il proprio impegno sviluppando un programma di ricerca di grande valore, promosso da un comitato per i metodi alternativi alla sperimentazione animale (SCAAT) per individuare test alternativi per la sicurezza dei prodotti. Il programma ha già ottenuto risultati significativi, sia in termini di sviluppo di soluzioni alternative, sia in termini di riduzione dei test sugli animali.

Tra gli altri, il Comitato scientifico consultivo del Centro europeo per la convalida dei metodi alternativi (ECVAM), con la collaborazione dell’industria cosmetica, continua la messa a punto di test alternativi alla sperimentazione animale: a maggio di quest’anno nuovi test alternativi sono stati convalidati dall’ECVAM, tra i quali una nuova metodologia per testare le sostanze chimiche potenzialmente irritanti per la pelle, contenute non solo nei cosmetici ma anche in molti altri prodotti di uso comune, e due test che riguardano le sostanze potenzialmente responsabili di forti irritazioni agli occhi e di allergie cutanee.

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FonteUnipro

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