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Un segno di intraprendenza

Hai un tatuaggio? E io ci provo

Sanihelp.it – Chi si sottopone al rito del tatuaggio ha sicuramente un rapporto molto stretto con il corpo, con la sua corporeità. Basta chiedere a chi ne ha fatto uno: lo stesso dolore fisico che causato dall’uso dell’ago sulla pelle viene spesso descritto da chi lo riceve come un male che pure ha una sua piacevolezza. E chi si fa fare un tatuaggio non ha pudore rispetto alla nudità, dato che la decorazione del corpo è fatta appositamente per essere vista, e il più delle volte in zone particolarmente seducenti, o erogene addirittura.


Allora non deve stupire la conclusione a cui è giunto uno studio statunitense condotto dal Dipartimento di sociologia dell’Università del Texas su 450 studenti di college a stelle e strisce, presi in una fascia di età tra i 18 e i 22 anni. Quale sia, questa conclusione, è presto detto: i tatuati hanno una vita sessuale più intensa dei non tatuati, maschi o femmine che siano. Tra i maschi, inoltre, c’è un altro aspetto interessante che risulta dalla ricerca: che i ragazzi tatuati hanno avuto un battesimo sessuale precoce rispetto ai loro coetanei non tatuati. Tra le femmine, invece, l’età della prima volta rimane sostanzialmente la stessa, a prescindere dal tatuaggio, anche se poi cambia la frequenza con cui le ragazze si mantengono sessualmente attive.

Ma anche il tipo di esperienze sessuali cambia tra i tatuati e i non tatuati. I primi sono più propensi a sperimentare situazioni decisamente hard, mentre i secondi sono più restii a discorstrsi da quella che possiamo definire normalità. Insomma, a conti fatti emerge il fatto che, in genere, il tatuaggio è una forma di linguaggio corporeo con cui si dimostra anche la propria disponibilità sessuale.

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