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Sanremo, ascolta che ti passa

La salute in musica

Sanihelp.it – Si è appena concluso il 59° Festival di Sanremo. Tra clamori e polemiche, la kermesse canora più famosa ha dato spazio anche a una tavola rotonda tra diversi esperti (dermatologi, ginecologi e ostetrici, chirurghi, fisici-medici, otorinolaringoiatri, oncologi e dermatologi plastici) sugli effetti benefici della musica sul nostro benessere psico-fisico, nonché sui risvolti negativi di un suo abuso sulla salute delle nostre orecchie, e non solo.


Risale alle più antiche civiltà l’osservazione degli effetti della musica sull’uomo: già i miti greci raccontavano metafore sul potere di guarigione della musica e da allora le sue capacità terapeutiche vengono sfruttate in molte culture e religioni antiche e moderne.

Durante il secolo scorso sono state condotte vere e proprie ricerche scientifiche sulle modificazioni fisiologiche indotte dalla musica, attraverso la misurazione dei suoi effetti sulla respirazione, il ritmo cardiaco, la circolazione e la pressione sanguigna, fino alla formulazione di una vera e propria disciplina, la musicoterapia, oggi conosciuta e apprezzata in diversi paesi tra cui Stati Uniti, Gran Bretagna, Belgio, Svezia, Danimarca, Francia Argentina e Italia, dove il movimento ha iniziato a svilupparsi negli anni Settanta.

Il principio di base è il riconoscimento del potere che ha la musica di stimolare emozioni e stati d’animo e di attivare determinate aree del cervello. Per quanto riguarda le applicazioni ce ne è per tutti i gusti: stati depressivi, ansia, stress, disturbi del linguaggio, problemi psicologici infantili, anoressia, ecc.

Inoltre sembra che ascoltare almeno mezz’ora al giorno alcuni generi di musica (come quella classica o celtica) possa abbassare valori elevati di pressione arteriosa, mentre suonare alcuni strumenti agirebbe su determinate aree del cervello, facendoci addirittura diventare più intelligenti.

Comprovata da anni l’efficacia della musicoterapia in gravidanza. È scientificamente provato che dal quinto mese di gravidanza il feto è in gradi di muoversi al ritmo della musica e di preferire determinate sonorità, in particolar modo quelle tipiche della musica classica. Secondo gli esperti l’ascolto di questa musica in gravidanza ha numerosi effetti benefici sul nascituro, stimolandone memoria, capacità di concentrazione, coordinazione motoria e attitudini logico – matematiche.

E ulteriori studi sembrerebbero attribuire alla musica anche un potere rilassante sulla futura mamma che, facendosi cullare da dolci note, riuscirebbe a sopportare meglio lo stress e le ansie della gravidanza.


Infine, note e melodie da alcuni anni sono approdate anche nelle corsie degli ospedali, specialmente in quelli oncologici. «La musica, stimolando le emozioni positive in compagnia di persone con analoghe problematiche viene utilizzata al fine di superare situazioni di disarmonia, tensione, fragilità causate dalla malattia – spiega professor Pier Luigi Santi, direttore dell’Istituto Chirurgia Plastica, Università Genova – Ci si prefigge di creare momenti di rilassamento, che ci allontanino dalle paure, dai dolori e dalle terapie che vengono utilizzate per combattere il male e che segnano profondamente il fisico e la mente. Una pausa senza cupi pensieri, che consenta di trascorrere con altri, che come noi stanno percorrendo il tunnel del cancro, di poter affrontare un po’ più serenamente la prova cui si è nostro malgrado sottoposti».

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