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Ottimisti o pessimisti? Frutto di un gene

Sanihelp.it – Ottimismo e pessimismo non solo sono l’espressione di come si affronta alla vita. Da oggi infatti hanno anche un gene di riferimento.


Il merito della scoperta va a un gruppo di ricercatori americani della University of Essex. Il gene gioca un ruolo importante nel trasporto di quelle sostanze chimiche (come la serotonina) che influenzano la visione ottimistica o pessimistica delle cose. Chi ha il gene nella sua versione più lunga tende a essere più positivo, mettendo in ombra gli aspetti più negativi. Più pessimisti invece coloro che hanno il gene più corto.
Il team di studiosi ha coinvolto nello studio 97 volontari, cui sono state mostrate venti immagini decisamente positive, venti immagini negative e quaranta piuttosto neutre. I ricercatori hanno osservato in particolare il livello di attenzione che ciascuno mostrava nell’osservazione dell’immagine.

Il risultato? Lo spiega Elaine Fox: «Coloro che avevano una versione lunga del gene trasportatore della serotonina tendevano a guardare il lato positivo della vita e a evitare selettivamente il materiale negativo».

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