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I pediatri a scuola per far dimagrire i piccoli pazienti

Sanihelp.it – Al via i corsi di formazione per pediatri organizzati dalla SIP, Società Italiana di Pediatria, con il supporto di Kellogg’s. Il pediatra e l’obesità: dalle parole ai fatti: è il titolo e il tema dei 3 appuntamenti che si svolgeranno quest’anno a Salsomaggiore Terme, Napoli e Roma.


I numeri dell’obesità infantile sono vistosamente in crescita. Solo in Italia oltre 1 milione di bambini tra i 6 e gli 11 anni hanno problemi di soprappeso e obesità: più di uno su tre. Il pediatra deve essere il punto di riferimento dei genitori e deve offrire loro consigli per prevenire e affrontare questo problema sempre più precoce.
L’obesità esordita nell’età infantile tende a persistere in età adulta ed è associata a importanti patologie, principali cause di morbilità cronica nel nostro Paese. L’obesità costituisce oggi una delle priorità per l’Organizzazione Mondiale della Sanità e anche il Ministero della Salute Italiano ha intrapreso serie misure di contrasto a questa vera e propria epidemia.

In questo contesto, la Società Italiana di Pediatria, in collaborazione con diverse Società dell’Area Pediatrica (FIMP, ACP, SINUPE, SIEDP, SIN, SIMA, SIPPS) ha realizzato nel 2005 una Consensus sull’Obesità del Bambino, al fine di riunire in una proposta operativa unitaria i contenuti principali condivisi su quello che il pediatria deve offrire ai suoi assistiti in tema di prevenzione e trattamento dell’ eccesso ponderale.
La SIP ha poi creato una Task Force che ha organizzato dei corsi di formazione sulla prevenzione dell’obesità rivolti ai pediatri di famiglia e agli specializzandi in Pediatria.

Il tema dell’obesità sarà affrontato a 360° e i pediatri si formeranno e confronteranno su molti temi dal BMI e dalla circonferenza vita, dalle raccomandazioni nutrizionali al problema della video-esposizione. Recenti studi confermano che consumare regolarmente la prima colazione a base di cereali pronti, latte e frutta aiuta a ridurre il rischio di sovrappeso e a migliorare i parametri metabolici (grasso corporeo, trigliceridi, colesterolo).

Numerosi studi dimostrano che fra le persone soprappeso o obese anche in età pediatrica, la percentuale di chi dedica alla prima colazione un tempo adeguato è significativamente bassa: in questi casi l’intake calorico si concentra fra pranzo e cena e non viene ripartito equamente fra i 3 momenti principali della giornata dedicati al cibo.
 
Del resto, in Italia, la consuetudine della prima colazione è scarsa, anche tra gli adulti, come conferma una ricerca Eurisko per Kellogg’s, da cui emerge che oltre 8 milioni di persone (17%) saltano la colazione. A questa percentuale va a affiancarsi il 15% di chi consuma solo un caffè e il 18% di chi fa colazione frettolosamente al bar.

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