Sanihelp.it – Il 90% delle morti improvvise negli sportivi potrebbe essere evitato: negli atleti il rischio di un decesso per questa causa è tre volte più alto che per i sedentari.
Come agire? Attraverso la certificazione di idoneità sportiva agonistica, un esame che ha permesso di portare le probabilità al di sotto di quelle dei sedentari, riducendo del 90% il rischio, come dimostrato da una ricerca di 25 anni in Veneto pubblicata su Jama.
Si tratta dell’unico vero screening di massa che permette di monitorare la popolazione dagli otto anni in su, con un’importantissima funzione di prevenzione, a tutti i livelli.
Per prescrivere l’esercizio fisico è necessaria una competenza specifica, propria del medico specialista in Medicina dello Sport. La specializzazione in medicina dello sport nasce nel nostro Paese, dove oggi si contano 48 Istituti e Centri specializzati FMSI, i primi in Italia a istituire le scuole di specialità e i primi a prevedere, fin dal 1982, l’obbligo della visita di idoneità sportiva annuale per tutti gli atleti tesserati: quasi 4 milioni nel 2007 per un totale di ben 65.000 società sportive.
La certificazione dell’idoneità alla pratica sportiva agonistica in Italia è obbligatoria, ma è anche un valido strumento di prevenzione per la tutela sanitaria, perché permette di rilevare piccole patologie che, se tempestivamente diagnosticate, comportano sia un ampio risparmio per il Sistema Sanitario Nazionale, sia una migliore qualità della vita.
La figura del Medico Sociale non solo a livello professionistico, ma in particolar modo nelle categorie giovanili, riveste poi un ruolo fondamentale nell’educazione e nella formazione al corretto modo di tutela della salute come bene imprescindibile.
Temi cari alla FMSI, in particolare in questo quinquennio olimpico, dedicato alla formazione e alla ricerca. Due le grandi aree di interesse: da un lato, appunto, la responsabilità medico legale, dall’altro l’attenzione al rischio cardiovascolare che ha portato alla messa a punto delle linee guida COCIS (Comitato organizzativo cardiologico per l’idoneità allo sport), elaborate in collaborazione con le associazioni della cardiologia italiana.