Sanihelp.it – Sebbene siano spesso pubblicizzati come validi aiuti per il potenziamento della memoria e delle capacità cognitive, i brain games elettronici non raggiungono questo scopo. La scoperta si deve ad alcuni ricercatori inglesi del Medical Research Council guidati da Adrian Owen, il cui studio è stato pubblicato sulla rivista online Nature.
L’inchiesta è stata realizzata dall’MRC in collaborazione con la BBC e ha coinvolto 11.500 uomini e donne tra i 18 e i 60 anni in perfetta salute. I partecipanti sono stati divisi in tre gruppi: il primo ha partecipato ai giochi di ragionamento e di problem-solving, al secondo sono stati affidati giochi basati sulla memoria a breve termine e sulla matematica, mentre all’ultimo gruppo è stato chiesto di navigare sul web e rispondere ad alcune domande.
I volontari sono stati sottoposti in un secondo momento a una serie di test cognitivi, per valutare eventuali cambiamenti nelle abilità cerebrali. Il risultato lo rivela lo stesso Owen: «I brain games non migliorano le potenzialità cerebrali. Migliorano l'abilità di gioco, ma non sembrano promuovere le funzioni cognitive».