Sanihelp.it – È stato individuato dall’équipe della Terapia Intensiva Neonatale del policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena un nuovo metodo per valutare la presenza della patologia cardiaca nota come dotto di Botallo, presente prevalentemente nei neonati prematuri con peso inferiore a un chilo.
Si tratta dell'unico studio di questo tipo effettuato in Italia, effettuato su 73 neonati prematuri con peso inferiore al chilo nati tra il 2006 e il 2009. I riceratori hanno evidenziato che analizzando, attraverso un micro-prelievo di sangue, i valori dell’ormone NT – ProBNP, secreto dalle cellule cardiache in maniera diversa a seconda dell’entità della patologia cardiaca, si può individuare l’eventuale anomalia che riguarda il dotto di Botallo.
Nei neonati a termine il canale che mette in comunicazione l’arteria polmonare con l’aorta, normalmente aperto mentre il bimbo è in gestazione, si chiude con la nascita. In molto prematuri, invece, ciò non avviene e la possibilità di individuare tale anomalia con un semplice prelievo di sangue anziché con esami diagnostici che richiedono più tempo, è un grosso passo in avanti per la ricerca medica in neonatologia.
Questo ormone è predittivo della chiusura del dotto di Botallo quando nei primissimi giorni dalla nascita c’è una diminuzione superiore all’80%. Dosando l’ormone ogni giorno, se il valore diminuisce, vuol dire che il dotto di Botallo si sta chiudendo. Se invece i livelli dell’ormone risultano alterati e non diminuiscono si deve subito iniziare il trattamento.
Questo studio può dare indicazioni importanti anche su quale terapia scegliere, farmacologia o chirurgica. Si tratta quindi di un valido aiuto per i medici della terapia intensiva anche perché la mancata chiusura del dotto di Botallo può causare danni molto seri agli altri apparati e, se non diagnosticata in tempo, ha conseguenze molto gravi.