Sanihelp.it – I medici impegnati nella lotta al dolore cronico, di origine oncologica e non, hanno oggi a disposizione un’arma in più: è infatti da poco disponibile anche nel nostro Paese un farmaco che unisce i vantaggi terapeutici dell’ossicodone – la molecola più utilizzata al mondo per il trattamento del dolore cronico – a quelli del naloxone, antagonista degli oppioidi che, se somministrato per via orale, è in grado di contrastare l’azione dell’ossicodone a livello intestinale, prevenendo l’insorgenza della costipazione.
Gli oppioidi sono tra gli analgesici più usati per il trattamento dei pazienti con dolore cronico moderato-severo; tuttavia, benché siano molto efficaci, il loro uso è associato allo sviluppo della cosiddetta Opioid Bowel Disfunction (OBD), che in alcuni casi può essere cosi marcata da indurre i pazienti a optare per l'interruzione della terapia, con conseguente aumento dell’intensità del dolore e peggioramento della qualità di vita.
Una recente pubblicazione italiana ha evidenziato come la costipazione colpisca il 63,5% dei pazienti trattati con oppioidi e come l’utilizzo dei lassativi sia poco risolutivo del problema. Secondo una recente ricerca, un paziente affetto da costipazione grava sul Servizio Sanitario Nazionale per ben 500 euro in più al mese rispetto a un paziente non costipato.
I dati attuali indicano che l'associazione per via orale di ossicodone e naloxone a rilascio prolungato può ridurre il rischio di sviluppare la costipazione da oppioidi, garantendo contestualmente un sollievo dal dolore sovrapponibile a quello ottenibile con un farmaco altamente efficace come l'ossicodone.