Sanihelp.it – «Un collega ha scoperto di aver preso appuntamento con un fisioterapista abusivo. Come fare per assicurarsi di essere nelle mani di professionisti?» Alberto.
Risponde Antonio Bortone, presidente dell'AIFI (Associazione di Fisioterapisti accreditati presso il Ministero della Salute).
I fisioterapisti abusivi in Italia sono centomila, il doppio di quelli veri. Un vero dramma non solo per chi svolge con competenza il proprio lavoro, ma anche per i pazienti, che si trovano, spesso in buona fede, nelle mani di persone incapaci che possono peggiorare le loro già precarie condizioni di salute. Chiediamo ai nostri colleghi medici di tenere sempre in allerta il paziente su questo rischio, di consigliare direttamente il nome di un fisioterapista vero, abilitato, serio. Di essere i primi loro a informarsi sugli operatori presenti sul territorio, di contattarci in caso di dubbi.
Ecco quattro regole base, che possono aiutare i cittadini a orientarsi e ad assicurarsi di essere nelle mani di un professionista:
1. Verificare che il titolo di laurea sia stato rilasciato dall'Università Italiana e, in caso di titolo estero, che abbia ottenuto il riconoscimento dal Ministero della Salute.
2. Verificare l'iscrizione a una delle associazioni rappresentative dei fisioterapisti, definite per decreto ministeriale.
3. Verificare se, durante la visita fisioterapica, è richiesta la visione della documentazione clinica esistente.
4. Chiedere sempre il rilascio della corrispondente ricevuta fiscale, in caso di libero professionista.