Sanihelp.it – Un gruppo di ricercatori del Massachusetts General Hospital's Cardiovascular Research Center ha messo appunto un test ematico che permette di predire lo sviluppo del diabete di tipo 2 già qualche anno prima che la patologia si conclami; il lavoro di ricerca è stato pubblicato sulla rivista Nature Medicine.
Il test messo appunto dagli studiosi potrebbe aiutare a meglio comprendere quali sono le alterazioni delle vie metaboliche che si ingenerano nelle primissime fasi del diabete e anche a individuare fra le persone sane, quelle a maggior rischio diabete e magari a prendere le contromisure adeguate per contrastare l’insorgenza della malattia.
I ricercatori hanno seguito per 12 anni 2422 persone adulte tutte con livelli di glucosio assolutamente nella norma a inizio dello studio.
Durante il follow-up 201 persone hanno sviluppato diabete di tipo 2: confrontando i campioni ematici di questi pazienti prelevati a inizio studio con i campioni di altri pazienti che non hanno sviluppato diabete si è visto che i pazienti che hanno sviluppato diabete avevano già a inizio studio maggiori quantitativi ematici di 5 aminoacidi ovvero di isoleucina, leucina, valina, tirosina e fenilalanina, tutti prodotti veicolati nel sangue a seguito dei diversi processi metabolici.
Questo studio dev’essere senz’altro approfondito e ripetuto su un più largo numero di pazienti al fine di giungere a conclusioni di tipo generale