Sanihelp.it – Le allergie alimentari colpiscono più di 55 mila bambini veneti in età scolare. Nel 25% dei casi la prima reazione avviene a scuola e in due terzi di questi non sono disponibili istruzioni adeguate.
Attualmente le scuole del Veneto sono al centro di un progetto di educativo unico in Italia promosso dal Centro di Specializzazione Regionale per lo Studio e la Cura delle Allergie e Intolleranze alimentari, in collaborazione con l’Associazione dei pazienti Food Allergy Italia, in cui sono coinvolti 1.500 Istituti Scolastici, con l’obiettivo di garantire una vita sicura ai bambini affetti da allergia alimentare.
Considerando che il bambino trascorre la maggior parte del tempo a scuola, il personale scolastico si trova sempre più frequentemente a gestire studenti con allergia alimentare a rischio di gravi reazioni. Un adeguato follow-up di questi piccoli, con istruzioni dettagliate per le scuole, è fondamentale per ridurre in modo significativo l’incidenza delle emergenze anafilattiche nella comunità scolastica.
La gestione dell’allergia alimentare e delle reazioni gravi, il cui trattamento consiste nella tempestiva somministrazione del farmaco salvavita adrenalina autoiniettabile, richiede lo sviluppo e la messa in atto di un programma di emergenza.
Punti chiave di tale programma sono: l'individuazione dei bambini a rischio; la disponibilità del farmaco salvavita; l'identificazione nella scuola di un team che operi in sinergia con i professionisti della salute (allergologo, pediatra, dietista, psicologo, servizi di prevenzione ed emergenza), la famiglia e l’Associazione dei pazienti; la necessità di piani specifici di prevenzione.
L’attuazione di un piano organizzativo per l’anafilassi, kit di emergenza con protocollo dettagliato per la prevenzione e il trattamento tempestivo delle reazioni ha conseguito una riduzione fino a 60 volte in Gran Bretagna delle reazioni gravi a scuola.