Sanihelp.it – Durante la fase REM, di durata breve (da pochi secondi a qualche minuto), si sogna: spesso, però, dimentichiamo di aver sognato e magari solo al prezzo di grandi sforzi riusciamo a riportare alla memoria pezzi di sogno notturno. Alcune persone, appena svegliate, appuntano ciò che ricordano in modo da non dimenticare i sogni e riportarli in seduta psicoterapeutica. La labilità del sogno potrebbe indurre a pensare che sognare sia una attività di poco valore, ma gli studiosi non la pensano così: pur essendo discordi nei loro pareri, a seguito di numerose ricerche in merito, sono state proposte diverse ipotesi per giustificare l’esistenza del sogno nella nostra vita, sia di ordine biologico che di natura psicologica.
Ecco alcune di queste possibili interpretazioni, che certamente non si escludono a vicenda. Il sogno:
– Ha funzioni di pulizia dei metaboliti endogeni prodotti all’interno del sistema nervoso.
– Stimola la corteccia cerebrale, fondamentale specialmente durante i primi anni di vita.
– Riorganizza gli schemi eccitatori del sistema nervoso centrale che tendono a perdere la loro organizzazione durante la fase del sonno non-REM.
– Permette di selezionare le informazioni immagazzinate durante il periodo di veglia, distinguendo tra materiale da ritenere (dunque da immagazzinare e ricordare) e materiale da scartare (da dimenticare, grazie al meccanismo dell’oblio).
– Soddisfa in parte desideri che non sono stati realizzati durante la veglia.
– Ristora mente e corpo, un tutt’uno indissolubilmente legato.
– Aiuta a risolvere problemi e a trovare nuove soluzioni a questi.