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È la madre a regolare il sonno: colpa di un gene

Sanihelp.it – Una ricerca condotta dai ricercatori dell’Istituto Italiano di Tecnologia apre allo studio epigenetico del sonno, dimostrando per la prima volta il ruolo determinante di un gene di origine materna nella regolazione delle fasi REM e N-REM.


Negli ultimi anni la ricerca scientifica si è concentrata sull’individuazione dei geni che regolano il sonno, con l’obiettivo di risalire alle cause profonde delle patologie neurologiche che possono insorgere a causa di un’alterazione delle sue fasi e del ciclo veglia-sonno.

Lo studio si è concentrato su una particolare famiglia di geni, i geni imprinted, cioè quei geni che, pur presentandosi nel genoma in doppia copia (allele materno e allele paterno), vengono espressi solo una volta e con una dipendenza dalla loro origine parentale. Questo studio ha dimostrato che questa particolare categoria di geni potrebbe avere un ruolo fondamentale nella regolazione delle fasi REM e N-REM del sonno.

Gli scienziati si sono concentrati sul gene GNAS, un gene che, in alcuni tessuti, è espresso solo dall’allele materno, mentre l’allele paterno è mantenuto per tutta la vita silente. Intervenendo sui meccanismi di espressione dell’allele paterno, i ricercatori hanno indotto una doppia espressione del gene GNAS in topi e osservato il conseguente effetto sullo stato del sonno e sulle funzioni cognitive: la fase NREM è potenziata a discapito di quella REM, l’apprendimento delle situazioni pericolose è ridotto e la percezione del tempo è alterata.

Uno scorretto bilanciamento delle fasi del sonno è, infatti, responsabile dell’alterazione del comportamento, come la perdita di memoria, la riduzione della soglia dell’attenzione, depressione e irritabilità, fino all’insorgenza di stati patologici.

Questa scoperta permette di iniziare a studiare l’epigenetica del sonno con particolare attenzione verso le cause e le possibili soluzioni di determinati disturbi. 

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