Sanihelp.it – Secondo uno studio condotto presso la Duke University e pubblicato sulla rivista PNAS Early Edition i ragazzi che abusano di marijuana durante l’adolescenza hanno un quoziente intellettivo (QI), nell’ età adulta, più basso rispetto a coloro che da ragazzi non hanno mai fumato marijuana.
Nello studio in questione circa 1000 partecipanti si sono sottoposti a test di intelligenza all’età di 7,9, 11, 13 e 38 anni; in particolare all’età di 38 anni i parenti più stretti e gli amici intimi dei 1000 partecipanti hanno compilato dei questionari per valutare il grado di memoria, attenzione e la vita sociale dei partecipanti, in un’età (38 anni appunto) in cui in molti hanno avuto esperienza con la marijuana.
Ne è emerso che chi ha consumato quantità importanti di marijuana ha evidenziato un calo medio di 8 punti nel proprio QI, un calo che non può essere spiegato con il consumo di alcol, il grado di istruzione o la vita affettiva e il calo di QI non si è mostrato reversibile nemmeno nei soggetti che da tempo, hanno smesso con l’uso della sostanza d’abuso.
L’uso di marijuana nell’adolescenza è molto neurotossico perché è proprio l’adolescenza il momento in cui il cervello sta maturando e la marijuana può danneggiare le cellule cerebrali in maniera permanente.