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Terapie intensive neonatali: ora sono aperte alle famiglie

Sanihelp.it – Mamma e papà potranno stare vicini ai loro piccoli ricoverati nelle terapie intensive neonatali degli ospedali. Una prassi dettata dal buon senso, ma fondata su basi scientifiche e riscontri empirici, che sta prendendo piede in molti ospedali, sostenuta dalla Società Italiana di Neonatologia.


La società dei neonatologi italiani ha apprezzato il disegno di legge presentato nei mesi scorsi per aprire i reparti di terapia intensiva neonatale ai familiari: tale proposta consentirebbe ai genitori di potere stare vicini ai propri piccoli anche nelle situazioni critiche. La vicinanza dei genitori e il contatto fisico pelle a pelle (la marsupioterapia o kangaroo care) consente un miglioramento delle funzioni vitali (frequenza cardiaca e respiratoria) dei neonati altamente pretermine. 

Molte unità già da tempo hanno creato le single family room, spazi dedicati a ospitare neonato e genitori, cercando di rispondere così a questa esigenza che si è rilevata estremamente utile dal punto di vista terapeutico. Oggi l’ingresso ai reparti di terapia intensiva neonatale è consentita anche ai fratellini, ai nonni ed è possibile l’introduzione di giocattoli che possono attrarre l’attenzione e stimolare le competenze dei neonati. 

Anche le TIN (come accaduto per i reparti di pediatria) devono essere pensate non già come un open space, ma articolate in piccole stanze uni-bifamigliari ove possa soggiornare anche un genitore, che collabora col personale infermieristico alla cura del suo bambino. In altri Paesi, la TIN strutturata in numerose single family rooms è già una realtà.

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