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4 caffè al giorno proteggono dal diabete

Sanihelp.it – Secondo le ricerche pubblicate da Institute for Scientific Information on Coffee (ISIC), l’assunzione regolare e moderata di caffè può diminuire il rischio per un individuo di sviluppare il diabete di tipo 2.


Di questa patologia soffrono oltre 370 milioni di persone nel mondo, rendendola uno dei più importanti problemi di salute. A supporto della Giornata Mondiale del Diabete, ISIC ha pubblicato un aggiornamento delle ultime ricerche sul caffè e diabete di tipo 2.
 
Le ricerche hanno evidenziato che l’assunzione di 3-4 tazze di caffè al giorno è associata a una riduzione approssimativa del 25% di rischio di sviluppare diabete di tipo 2, comparato a un consumo nullo o minore a 2 tazze al giorno. Ogni tazza di caffè in aggiunta riduce il rischio relativo di sviluppo di diabete di tipo 2 del 7-8%.

È poco probabile che la caffeina sia responsabile degli effetti protettivi del caffè, come suggerisce uno studio che associa un basso rischio di diabete di tipo 2 al caffè, sia caffeinato che decaffeinato.

Un recente studio ha evidenziato un beneficio del caffè filtrato rispetto a quello bollito, del decaffeinato rispetto al caffeinato e una più forte relazione inversa in coloro che hanno più di 60 anni. Un altro ha mostrato che il consumo regolare di caffè (non decaffeinato) è maggiormente protettivo contro il diabete di tipo 2 nelle donne di qualsiasi etnia che negli uomini. 
 
Il report ha anche messo in evidenza alcune teorie sui meccanismi che sono alla base delle possibili relazioni tra consumo di caffè e riduzione del rischio di diabete. Una suggerisce che la caffeina nel caffè possa stimolare il metabolismo e aumentare il dispendio energetico, un'altra che i componenti del caffè giochino un ruolo chiave nel bilanciamento del glucosio.
 
Esistono anche delle teorie minori che indicano che i componenti contenuti nel caffè possono migliorare la sensibilità dell’insulina attraverso meccanismi quali la modulazione degli stati infiammatori, mediando lo stress ossidativo cellulare, gli effetti ormonali o attraverso la riduzione del ferro.

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