Sanihelp.it – Cresce progressivamente il numero di persone colpite dall'influenza stagionale e si prevede che il massimo dell’attività del virus sarà raggiunto verso la fine di gennaio, in anticipo rispetto agli anni scorsi.
La situazione italiana è simile a quella della maggior parte dei Paesi europei dove si nota, come negli ultimi anni, una notevole diffusione del virus pandemico del 2009 (A/H1N1). Molto diffuso sono anche ceppi A/H3N2. Minore sembra attualmente la diffusione di ceppi di influenza B.
Come emerge dal Rapporto epidemiologico Influnet elaborato dall’Istituto superiore di sanità, la malattia avrebbe costretto a letto per ora circa 1,4 milioni di italiani, 350mila solo nella seconda settimana del 2015, con un numero di casi in costante aumento. Stando ai dati elaborati dall’Istituto superiore di sanità, a oggi si registra un’’incidenza dell’influenza di 5,77 casi ogni mille abitanti, in linea con quanto registrato negli anni passati.
I bambini con meno di 5 anni si raggiunge il 11,5 casi ogni mille assistiti, per i giovani di età compresa tra 5 e 14 anni si attesta sui 6,37 casi, nella fascia 15-64 anni tocca 6,23 per gli adulti da 65 anni in su scende a 2,80 casi per mille assistiti.
La caratterizzazione genetica dei virus influenzali che stanno circolando in USA e Nord Europa dimostra che i ceppi di influenza A/H1N1 e il ceppo B sono simili a quelli contenuti nel vaccino 2014/2015, mentre quelli A/H3N2 mostrano differenze genetiche rispetto al ceppo vaccinale.
«Le preoccupazioni che si registrano negli ultimi giorni sono legate alla possibile diffusione anche in Italia del ceppo A/H3N2 variante rispetto a quello contenuto nel vaccino che renderebbe anche i soggetti vaccinati più suscettibili a contrarre l’ infezione e avere forme severe», commenta Maria Paola Landini, Microbiologa al Policlinico Sant’Orsola di Bologna.
Secondo Pierangelo Clerici, presidente della società scientifica e Direttore Unità Operativa Complessa di Microbiologia Ospedale Civile Legnano: «Altri virus respiratori stanno circolando, alcuni dei quali danno infezioni decisamente severe soprattutto nei bambini. Mi riferisco in particolare al virus respiratorio sinciziale che, al momento, è quello che vediamo più di frequente nei materiali bronco-polmonari».