Sanihelp.it – Si comincia con l'aperitivo, poi un po' di vino o birra a cena, poi in discoteca qualche giro di superalcolici e svariati cocktail dai nomi fantasiosi.
Alla fine della serata è tanto l'alcol bevuto da oltre mezzo milione di ragazzi durante il weekend e a farne le spese non sono solo il fegato o il cervello, ma anche il cuore: bastano 6 bicchieri di vino, 3 di whiskey o 5 cocktail alcolici per aumentare fino a 8 volte il rischio di aritmie cardiache.
L'allarme arriva dagli esperti riuniti per il Meeting Internazionale su Fibrillazione Atriale e Infarto: secondo i cardiologi molti incidenti del sabato sera sarebbero causati dagli effetti cardiaci del troppo alcol, perché le aritmie possono provocare svenimenti pericolosissimi se ci si trova alla guida.
La probabilità di danni seri cresce esponenzialmente se all'alcol si aggiungono sostanze stupefacenti come cocaina, ecstasy o le nuove pillole di droghe sintetiche che vanno per la maggiore fra i giovani: in questi casi il pericolo di effetti cardiaci anche letali aumenta di 3 volte.
L'abitudine a bere molto tutto insieme, il cosiddetto binge drinking amato dai giovanissimi durante il weekend, è molto rischiosa per il cuore. L'ingestione acuta di alcol infatti aumenta la quantità di catecolamine in circolo: queste sostanze fanno da innesco alla comparsa di aritmie, la più frequente delle quali è la fibrillazione atriale acuta.
In un cuore debilitato gli sbalzi del ritmo possono perfino portare a morte improvvisa, ma anche in un giovane sano hanno effetti pericolosi: oltre al cardiopalmo, infatti, le aritmie possono provocare una sincope, ovvero uno svenimento.
I ragazzi fanno uso di droghe stimolanti sul sistema nervoso centrale, dalla cocaina all'ecstasy, fino alle tantissime sostanze ignote utilizzate per confezionare le pillole dello sballo: tutti questi composti però sono altrettanto stimolanti per il sistema cardiovascolare, possono incrementare la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca.
Il risultato è un aumento esponenziale del pericolo di aritmie, così intense da rivelarsi fatali. Inoltre, non bisogna sottovalutare il fatto che questi ragazzi prendono l'abitudine di bere irresponsabilmente e da adulti saranno portati a continuare a bere senza porsi troppi limiti.
A distanza di 30 anni è probabile che il cuore non sia più quello di una volta e, complici fattori di rischio come un po' di ipertensione o ipercolesterolemia, la probabilità di andare incontro a una fibrillazione atriale dopo una grossa bevuta è molto più elevata che da giovani.
Senza contare che il binge drinking può portare negli anni allo sviluppo di un vero e proprio alcolismo cronico: in questo caso le conseguenze negative per il cuore sono ancora più gravi, perché si altera la funzionalità cardiaca e cresce a dismisura la probabilità di morte improvvisa.