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Comprare cibo online? Occhio alle etichette

Sanihelp.it – Se è vero che anche il commercio on line degli alimenti deve rispettare la normativa del consumo sul diritto di recesso, etichettatura controllata e affidabilità dell’esercente, più della metà dei maggiori portali di e-commerce non rispetta la normativa, con conseguenze nella tutela e sicurezza del consumatore.


Su questo tema ha indagato una ricerca condotta da Movimento di Difesa del Cittadino insieme a Frodialimentari.it, con la collaborazione del Corpo Forestale dello Stato.

Sono stati monitorati 106 siti web specializzati nella vendita online di prodotti alimentari. Dall’indagine condotta risulta che il 51% dei portali non rispetta il Reg.1169 in materia di etichettatura, in quanto danno informazioni carenti e non complete sugli ingredienti. Questo ha una ricaduta anche in termini di sicurezza: difficilmente chi è allergico potrà sapere della presenza o meno di allergeni prima di comprare un prodotto online.

Il diritto di recesso, che è stato prolungato nel 2014 dal Dl.lgs 21/14 da 10 a 14 giorni, costituisce elemento di irregolarità nel 65% dei portali monitorati. Nella metà dei casi esaminati risulta essere non aggiornato e nel 15% assente.

Il consumatore spesso non è consapevole della possibilità di poter ripensare alla validità di un acquisto e inoltre, anche tra il 34,9% dei siti a norma, solo in due casi è stata rilevata la presenza di un modulo corredato da un indirizzo a cui spedire la richiesta di ripensamento.

Anche nella ristorazione il web ha un ruolo chiave oggi: le recensioni online sono usate sempre di più per scegliere le strutture, ma il 34% dei recensori ammette di non dire il vero. Il 58% dei recensori è costituito da uomini, al contrario delle donne che sono per lo più attente a leggerle prima di andare in una struttura. Il 67% preferisce il web, mentre solo il 18% utilizza il libro messo a disposizione dagli esercenti per firme e commenti e tra questi il 57% recensisce abitualmente.

Il 45% degli intervistati dichiara di fare recensioni vere, ma è un 34% ad ammettere di scrivere il falso. Questo dato, unito al 7% di chi afferma che non sempre scrive in maniera obiettiva, mostra che non sempre quello che leggiamo è vero. Il perché per il 19%  va ricercato nella conoscenza diretta del titolare e per il 15% nella ricezione di una mail/sms di un conoscente che invitava alla recensione.


Complessivamente gli intervistati dichiarano però di non lasciarsi troppo influenzare, il 49% dice di essere rimasto soddisfatto della struttura scelta dopo la lettura delle recensioni, il 14% ha vissuto un'esperienza che supera quanto recensito, il 22% non è rimasto soddisfatto in quanto era falso quanto letto nella recensione e infine l’11% non è rimasto soddisfatto a prescindere.

Non sono dello stesso avviso molti chef e ristoratori: se per il 34% la recensione online risulta essere un ottimo strumento se veritiero, per il 29,5% le recensioni online possono essere un’arma a doppio taglio: molti hanno lamentato la ricezione di mail in cui si offriva come servizio quello, previo compenso, di recensioni sulle strutture, dall’altro alcuni clienti utilizzano questo strumento per chiedere sconti e agevolazioni minacciando di scrivere recensioni negative. 

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