Sanihelp.it – Secondo la tradizione, gli antichi Rishi si riunirono in una valle dell’Himalaya e scelsero uno di loro da inviare al vecchio Indra, signore di tutti gli dei, per sapere da lui come combattere le malattie e restare sempre in salute. Grazie ai segreti rivelati dal vecchio saggio, i Rishi vissero a lungo felici e sani.
Così nacque la medicina ayurvedica, la più antica medicina indiana, che da allora è rimasta una delle poche forme di sapere medico organizzato conservatosi pressoché inalterato nei millenni.
La medicina ayurvedica è il più antico sistema di medicina olistica pervenuto ai giorni nostri e rappresenta uno dei quaranta aspetti fondamentali della conoscenza vedica. Il suo sapere fu codificato in tre trattati, l’ultimo dei quali nel lontano VI-VII secolo d.C., e nei 13 secoli successivi non fu mai modificato.
Ayurveda è un termine sanscrito costituito da due termini: ayus, vita, e veda, conoscenza, quindi significa letteralmente conoscenza della vita o tenore di vita basato sulla conoscenza. In tal senso la medicina ayurvedica rappresenta un sistema di cura olistico e interviene in modo integrato in ogni livello dell’essere umano: spirituale, psichico, fisico, comportamentale e ambientale, con l’intento di mantenere un perfetto equilibrio nella complessità spirituale e psicofisica dell’individuo.
È anche un sistema medico, cioè un metodo che sistematizza e applica le conoscenze allo stato di salute e lo stato di malattia, agli stati di squilibrio e di equilibrio degli esseri viventi.
Dall’antica conoscenza dell’Ayurveda deriva il sistema noto oggi come Maharishi Ayurveda, nato negli anni ’30, il quale coniuga i valori più puri e originali della tradizione antica con la moderna visione scientifica del corpo e dei suoi processi.
L’Ayurveda Maharishi, con le sue strategie olistiche e integrate, aiuta a preservare e a ristabilire quella condizione di equilibrio sia fisico che mentale associate allo stato di benessere e di salute.
Nel 2002 la FNOMCeO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici e Chirurghi e degli Odontoiatri), emanando le linee guida per le Medicine e pratiche Non Convenzionali, ha riconosciuto la Medicina Ayurvedica come disciplina di esclusiva competenza medica, insieme alla Medicina Tradizionale Cinese, alla Medicina Omeopatica e alla Medicina Antroposofica, come modelli di cura dotati di un proprio sistema per diagnosi, prognosi, terapia e prevenzione, accanto alle terapie delle singole metodologie mediche: Agopuntura, Chiropratica, Fitoterapia, Omotossicologia e Osteopatia.