Sanihelp.it – Secondo i dati raccolti dagli Enti sanitari, le patologie cardiovascolari rappresentano oggi la principale causa di morte nei Paesi industrializzati e in via di sviluppo. Una situazione preoccupante che però è per fortuna ancora recuperabile, dicono gli esperti. Infatti, anche se in parte all’origine di queste malattie ci sono fattori di rischio che non si possono modificare come la storia familiare, il sesso o l'età, la Scienza sostiene che molto si può fare operando in un’ottica di prevenzione.
«Molti studi anche di carattere epidemiologico hanno dimostrato che seguendo una dieta cardioprotettiva si può prevenire o ritardare l'insorgenza di tali disturbi. Vi sono chiare evidenze che aumentando il consumo di componenti nutraceutici bioattivi si riduce il rischio di malattia» afferma la dottoressa Silvana Hrelia del Dipartimento di Scienze per la Qualità della Vita dell’Università di Bologna. «Il termine nutraceutico che unisce le parole nutrizionale e farmaceutico, indica componenti presenti negli alimenti, principalmente componenti fitochimici, che hanno effetti benefici per la salute, tra cui la prevenzione e/o il trattamento delle patologie. Un sano approccio dietetico, quindi, che comporta il consumo di alimenti con un basso indice glicemico e l’assunzione di un pattern definito di composti nutraceutici bioattivi, può rappresentare una strategia chiave per migliorare lo stato di salute» continua l’esperta, che approfondirà il tema durante il congresso Science in Nutrition che si terrà a Milano nei giorni 14 e 15 marzo presso l’hotel Principe di Savoia e che vedrà la partecipazione di un parterre di medici di fama internazionale provenienti da ogni parte del mondo.
Ma come agiscono i nutraceutici, che altro non sono se non sostanze dal potente effetto antiossidante? «La maggior parte dei cosiddetti antiossidanti fitochimici agisce non solo con un’azione diretta di scavenging contro i radicali liberi, ma anche tramite un meccanismo indiretto di modulazione nei confronti del sistema Nrf2/ARE/EpRE per indurre difese antiossidanti endogene. Facciamo degli esempi: i componenti nutraceutici come la quercetina, il principale polifenolo della dieta occidentale, di cui sono ricche mele e cipolle, esercitano una azione cardioprotettiva intercettando e detossificando i composti nocivi e rimuovendo efficacemente le sostanze tossiche in grado di produrre ulteriori danni. Una molecola estremamente interessante è il sulforafane, presente nelle crucifere (cavoli, broccoli), che è in grado di modulare l'espressione dei geni e delle proteine regolate tramite la via detossificante ed antinfiammatoria Nrf2 dipendente, agendo come un antiossidante di secondo livello» conclude la dottoressa Hrelia.
Un corretto stile di vita, basato su una dieta a basso indice glicemico, sull’assunzione di nutraceutici e su un corretto esercizio fisico sembrerebbe dunque costituire la soluzione più efficace per superare il deficit di difese antiossidanti e l'infiammazione, per favorire un buon invecchiamento cardiovascolare e per diminuire il rischio di malattie cardiovascolari.