Sanihelp.it – Quando lo stress, l’ansia e gli impegni di tutti i giorni non danno tregua, il primo pensiero è: staccare la spina e rilassarsi un po’. Basta un divano, un po’ di sano silenzio e un buon libro. Oppure una vasca da bagno colma di acqua bollente, candele profumate e musica in sottofondo. Soluzioni casalinghe improvvisate ma efficaci perché condividono lo stesso presupposto: la forza rigenerante e ricostituente della meditazione.
La meditazione stimola in chi la pratica l’acutezza e la sensibilità, influisce positivamente sul processo di maturazione personale, aiuta a migliorare la concentrazione, ad avere maggiore equilibrio, a sviluppare calma e serenità, a lavorare sulla postura, con ripercussioni positive anche sull’atteggiamento psichico e spirituale.
Il percorso meditativo si articola in quattro fasi.
1. La preparazione. Indossate abiti comodi e caldi, ritiratevi in un locale ben arieggiato, in cui vi sentite a vostro agio, in cui possiate stare tranquilli, eliminate per quanto possibile le cause di distrazione.
2. Il rilassamento. Sdraiatevi sulla schiena su una superficie non troppo morbida (l’ideale è una coperta di lana ripiegata e stesa al suolo). Concentratevi lentamente su ogni parte del vostro corpo, cominciando dai calcagni e salendo vero l’alto fino alla nuca. Allentate ogni tensione e rilassate dolcemente il vostro corpo, arto dopo arto. Se in certi punti non riuscite, contraete volontariamente quella parte del corpo per alcuni secondi e poi rilassatela, ripetendovi mentalmente: Contraggo-Rilasso.
3. Il respiro. La respirazione per così dire naturale della meditazione è quella addominale diaframmatica, che comunica la serena sensazione di essere in sé, mentre una respirazione toracica esprime prevalentemente la volontà cosciente. L’aria viene immessa a fondo nell’addome (compresa la parte inferiore), che si solleva e si abbassa visibilmente. L’inspirazione dovrebbe avvenire dal naso, a bocca chiusa. Spesso si tende infatti a espirare troppo in fretta: per ovviare a questa tendenza si può fare qualche sbadiglio o sospirare, o ancora cantare a bocca aperta. Può anche aiutare immaginare di emettere, espirando, un soffio tanto lieve da non fare volare neppure una piuma posta davanti al vostro naso. Concentrandosi sull’espirazione ci si rende conto di quanta aria si trattiene di solito nei polmoni.
4. La concentrazione. All’inizio i pensieri tendono a scivolare via rapidamente, ma non bisogna abbandonarsi all’incoscienza o al sogno a occhi aperti (o magari appisolarsi!). È necessario invece rimanere presenti a se stessi e mantenere la concentrazione, seguendo il ritmo dei propri respiri, magari contandoli fino a 10 per poi ricominciare.
Ricordatevi che respirare è l’unica funzione vitale che, nonostante di solito si regoli e si mantenga autonomamente, può essere cosciente e accessibile all’intelletto: per questa sua duplice natura, può assumere il ruolo di mediatrice tra il corpo e lo spirito. Se imparate e dedicare ogni sera e ogni mattina anche solo 10 minuti alla pratica di meditare e seguire consapevolmente le fasi della vostra respirazione, raggiungerete ben presto un piacevole stato di calma interiore. Attenzione: per ottenere un buon risultato, è più importante la regolarità che la durata della meditazione.